Franceschini: Zaccagnini profeta su Muro Berlino, sua eredità attuale

Pol/Bac

Roma, 5 nov. (askanews) - "L'11 luglio del 1963, Benigno Zaccagnini intervenendo alla Camera, si rivolse a Togliatti con parole profetiche: 'Noi sappiamo che anche il muro di Berlino verrà abbattuto: e non dai carri armati, ma dal cammino travolgente delle idee di libertà, di giustizia e di pace che ovunque avanzano nel mondo'. Fummo in tanti a telefonarci emozionati e commossi la notte del 9 novembre 1989, con le immagini che arrivavano dalla Germania in sottofondo". Lo ricorda il ministro per i Beni culturali e il turismo, Dario Franceschini, in una lettera al Corriere della sera.

"I giovani che 'abbattevano' il Muro, la consapevolezza di assistere ad un istante scolpito nella storia. Ma l'euforia si mescolava alla malinconia: Zac se ne era andato appena quattro giorni prima. Non poté assistere a quanto aveva previsto. Quello di Zaccagnini - aggiunge - non è un santino sbiadito da venerare, una reliquia nella teca che ha smesso di sfidarci. La sua eredità, a trent'anni dalla morte, è allo stesso tempo attuale ed esigente, perché ci costringe a fare i conti con le nostre inadeguatezze. Per noi ha rappresentato qualcosa di più profondo che un leader di rifermento. Sentivamo di far parte di una generazione, quella dei ragazzi di Zac, che si era avvicinata all'impegno politico ispirata dal suo esempio", sottolinea.