Francesco ha permesso alle madri di allattare i bambini in attesa del battesimo. Mossa irrituale?

Nicola Graziani

È concesso, anzi è più che lecito. Nella Cappella Sistina, quindi in ogni chiesa: si può. "Sì, qui", ha scandito Papa Francesco in una nuova applicazione del principio dell'hic et nunc. Si può allattare un bambino che piange perché ha fame, con la stessa naturalezza con cui gli si toglie il cappottino se ha caldo o lo si culla perché è stufo e non ne può più. Chi oserà mai adontarsene? Persino il Cristo giudicante michelangiolesco, con tutta la sua collera e la mano alzata a dividere i sommersi dai salvati, non potrà che sorridere. Anche lui è stato allattato, tanto tempo fa.

Festa del Battesimo di Cristo, nel Fiume Giordano: nella Sistina 32 fantolini attendono di entrare a pieno titolo nella comunità dei credenti. Li tengono i genitori, che più o meno hanno l'età del Figlio dell'Uomo quando si presentò ad un Giovanni dubbioso chiedendogli la purificazione. Bambini, state buoni se potete. E loro ci provano, anche se ogni tanto ci scappa l'acuto. Ragion per cui Bergoglio, nella sua breve omelia pronunciata a braccio, ci va di tenerezza.

"I bambini non sono abituati a venire alla Sistina, non sono abituati a stare chiusi in un ambiente anche un po' caldo. E non sono abituati a essere vestiti così", assicura comprensione alle mamme preoccupate. Aggiunge: "Si sentiranno un po' a disagio in qualche momento. Non spaventatevi, lasciate piangere e gridare i bambini. Ma piuttosto, se il tuo bambino piange e si lamenta, forse é perché ha troppo caldo: togliete qualcosa; o perché ha fame: allattalo. Qui, sì". Scena mai vista in una chiesa.

Una scena mai vista?

Mai vista? Sbagliato. In realtà le chiese di allattamenti ne hanno visti tanti, e continuano a vederli in ogni ora del giorno e della notte, soprattutto quelle chiese che il Medioevo ci ha regalato in tutta la loro mistica meraviglia. Si chiamano, non a caso, Madonne del latte, e sono uno dei modi più antichi di rappresentare la Vergine con il Bambino.

La storia dell'arte ci parla di una Madre di Dio inizialmente raffigurata, sotto l'influsso delle chiese orientali, come ieratica genitrice. Poi prese piede un'idea più latinamente materna, e nacque dalla Madonna Regina la Madonna della Misericordia, pronta al perdono e alla comprensione per i suoi figli.

Più piccolo il figlio, più facile il perdono: ecco allora che, complice la predicazione di un Bernardo di Chiaravalle, si impone da Citeaux in tutto l'Occidente l'idea di una Madonna così tenera, così realistica che scopre il seno (sì, lo scopre) porgendolo al Bimbetto che la Provvidenza le ha dato. Ed il bambino, a sua volta, è così realistico nella rappresentazione che, in attesa di potersi attaccare, talvolta inganna il tempo succhiandosi il dito come un qualsiasi figlio di contadini della campagna toscana.

Se poi proprio vuole essere giudicante, come il Cristo della Sistina, sappia anche Lui che restando sulle ginocchia della madre difficilmente gli riuscirà di condannare alcuno. Esiste infatti un codice, il "Trés Belles Heures" del duca di Berry, del 1402, che risolve il problema. Il Piccolo Giudice ha la piuma d'oca in mano ed ha già scritto un chirografo con il nome dei salvati. Ora tocca all'altro dispositivo della sentenza, quello che riguarda i dannati. E cosa fa, la Madre? Dolcissimo imbroglio: gli porge il seno per l'allattamento, ed il piccolo Gesù si attacca, lasciando perdere almeno per quel giorno la durezza della legge.

Perché nessuno dovrebbe risentirsene

Misericordia delle misericordie, massima manifestazione di dolcezza: questo sono le Madonne del Latte che Francesco ha richiamato oggi, alla Sistina. Infatti il loro non è un filone iconografico di secondaria importanza. Al contrario. Anche Leonardo da Vinci, nel suo curriculum, poteva vantare la sua personale "Madonna Litta", e ci si ricordi che quella ragazzina divenuta mamma era rappresentata nell'atto di allattare anche da Andrea Pisano, o da Correggio.

Ultimamente se ne è un po' persa la tradizione, ma c'è da giurarci che, dopo questo intervento del Papa, magari l'ispirazione a qualcuno tornerà. Anche perché è ben difficile interpretare il principio dell'allattamento libero come limitato alla sola Sistina: Urbi et Orbi. Parvuli nutriti in ecclesiis sint.

Se qualcuno vuole adontarsene, cerchi altri motivi. Sarà un caso, ma finita la cerimonia alla Sistina Francesco si affaccia all'Angelus, e sussurra un po' scorato: "Quanti - è triste dirlo - quanti discepoli del Signore si pavoneggiano di essere discepoli del Signore". Come dire: stati buoni, se potete. Tutto il resto è vanità.