Francesco fa appello ai valdesi ad agire uniti per i poveri e i deboli

Papa Francesco ha preso carta e penna e ha scritto di suo pugno un messaggio breve ma molto significativo al Sinodo dell'Unione delle Chiese metodiste e valdesi, iniziato oggi a Torre Pelice, in Piemonte. Non  solo per esprimere "la vicinanza fraterna mia e dell'intera Chiesa Cattolica" ma per indicare una strada concreta per "il consolidamento dello spirito ecumenico fra i cristiani" e "una crescente comunione tra le nostre Chiese", quella di "offrire risposte comuni alle sofferenze che affliggono tante persone, specialmente i più poveri e i più deboli, promuovendo cosi la giustizia e la pace". 

L'invito del Papa è dunque a mettere da parte le controversie dottrinali che storicamente hanno diviso le denominazioni cristiane, e determinato in quelle valli valdesi le persecuzioni cattoliche contro la minoranza protestante. Per scrivere pagine comuni in difesa dell'uomo come già sta accadendo con i "corridoi umanitari" che cercano di evitare la tragedia dei naufragi nel Mediterraneo. Un tema sul quale in Italia ormai protestanti e cattolici parlano la stessa lingua. 

Il tema dei migranti affrontato nell'ottica del buon samaritano

I valdesi infatti, così come la Cei, la Caritas e la Comunità di Sant'Egidio, difendono le organizzazioni non governative che salvano vite in mare. E il Sinodo valdese e metodista darà loro direttamente voce mettendo la loro testimonianza al centro di un confronto  dal titolo “Invece un samaritano lo vide e ne ebbe compassione”. All'appuntamento interverranno Riccardo Gatti, capomissione della Open Arms, Giorgia Linardi, portavoce Italia della Sea-Watch, il pastore Randy Mayer della United Church of Christ, impegnato sulla frontiera tra Usa e Messico.

“Come cristiani non possiamo voltarci dall'altra parte, di fronte a quanto accade purtroppo quotidianamente nel Mediterraneo – dichiara Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope – . Per questo siamo a fianco di chi continua a praticare accoglienza e solidarietà. Continuiamo quindi a sostenere i nuovi samaritani che, di fronte a persone ferite e perseguitate, non proseguono sulla loro strada ma, evangelicamente, le soccorrono e se ne fanno carico. Siamo dunque felici ed orgogliosi di poter proporre al Sinodo un confronto a partire dalle esperienze concrete di tre realtà che ogni giorno praticano la compassione, l'aiuto umanitario e la solidarietà”.

“E' un'occasione per ringraziare tutte le persone che si stanno impegnando nel soccorso in mare, nell'accoglienza e nell'integrazione – aggiunge Gianluca Barbanotti, segretario esecutivo della Diaconia Valdese – Non è un ringraziamento di circostanza o formale, ma un segno di fraternità in un momento in cui chi si impegna per il prossimo è attaccato spesso con ferocia. Confidiamo che, chiunque assuma responsabilità nel nostro paese possa rendersi conto dei danni che si stanno arrecando alle persone e ai principi di democrazia. Per il secondo anno quindi siamo lieti di poter accompagnare i lavori del Sinodo con iniziative che si propongono come ponte con la società civile”.

Il pastore Eugenio Bernardini e la crisi di governo

“Fra i temi pubblici, a mio parere è da affrontare il degrado del confronto politico-sociale e culturale. Il continuo dividersi per schieramenti e l'assenza di interlocuzione reciproca, che non è cercata, anzi è squalificata come inutile al fine di cercare consensi anziché soluzioni”, spiega il moderatore uscente, il pastore Eugenio Bernardini. “Assistiamo – denuncia il pastore – a un imbarbarimento delle relazioni umane in Italia, imbarbarimento che ormai coinvolge anche livelli istituzionali. Questo, secondo noi, è uno dei più gravi problemi che abbiamo affrontato quest'anno e restiamo convinti che come famiglie, come comunità cittadine e nazionale, abbiamo bisogno di trovare unità nel confrontarci per trovare le soluzioni per il bene comune. Devo dire che quest'anno abbiamo continuamente cercato e proposto, con tutti, il dialogo come metodo per risolvere difficoltà e divergenze a livello sociale, come hanno fatto anche altri cristiani. Ma obiettivamente non abbiamo avuto un grande consenso su questa linea”.

Da parte sua il moderatore uscente cita il secondo presidente della Repubblica italiana Luigi Einaudi, che diceva ‘Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare', è avere delle buone informazioni, per prendere buone decisioni”. “Questo insegnamento – conclude il pastore Bernardini – dovrebbe essere tenuto bene in mente da tutti coloro che hanno responsabilità di direzione e di governo, perché senza buone informazioni, intese come informazioni corrette e complete, le decisioni non possono che essere sbagliate. Forse è anche questo uno dei problemi della nostra attuale fase politica”.