Francesco Guccini: "Non ci vedo quasi più, non leggo. I politici di destra mi fanno arrabbiare come una bestia"

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(Photo: NurPhoto via NurPhoto via Getty Images)
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“Non ci vedo quasi più. Non riesco più a leggere, devo ascoltare gli audiolibri. Non è la stessa cosa... Scrivo come posso. Lavoro con il computer, schermo grandissimo. Le canzoni le scrivevo a mano su dei fogli”. Francesco Guccini non canta più da tanto tempo, ma prosegue verso un’altra strada - quella letteraria - la sua produzione: sta cominciando un nuovo romanzo con Loriano Macchiavelli, il decimo realizzato insieme. In un’intervista al Corriere della sera, racconta di aver recentemente firmato la petizione per lo scioglimento dei “movimenti di ispirazione fascista” lanciata dall’Anpi.

“Mi sono arrabbiato poche volte, sono abbastanza pacioso. Non ho mai litigato con nessuno. Ma quando sento i politici di destra parlare mi arrabbio come una bestia con la televisione. E quel che è successo qualche giorno fa? È drammatico. Si insulta persino una signora come Liliana Segre, scampata ai campi di concentramento, la si obbliga ad avere la scorta”.

Da anni ormai si è stabilizzato a Pavana, ma il suo passato musicale resta strettamente legato Bologna:

“Bologna non la conosco più. Ci capito qualche volta per caso. Non mi piace… ho paura del traffico come a Milano, Roma, Torino… C’è tanta gente, non sono abituato. Ogni tanto capito da “Vito”, mi dicono non sia più Vito di una volta”. Un Francesco rappacificato ora racconta: “Le canzoni principali le ho scritte a Bologna. È l’ambiente cittadino che forgia la gente in un certo modo. Le scuole dei tortellini in brodo e del pesto alla genovese sono diverse. Su Pavana, il paese di mio babbo, dell’infanzia in tempo di guerra, ho scritto il mio primo libro”.

Il cantautore ha compiuto 81 anni lo scorso 14 giugno. Tante cose sono cambiate nella sua vita nel corso del tempo:

“Da ragazzino sognavo soldi per sigaretti e libri. Ho smesso di fumare da tre anni, per i libri non ci vedo quasi più. Si cambia molto nel tempo, esternamente e internamente, certe cose fondamentali rimangono, dipendono dall’educazione avuta, come sei cresciuto. Penso di essere rimasto quello che ero, anche se ho avuto un qualche certo successo: un montanaro abbastanza semplice, di cultura discutibile”

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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