Francesco ha trovato il suo Georg

Maria Antonietta Calabrò
Bergoglio e Aemilius

Un prete di strada affiancherà Papa Francesco, che ha identificato in Padre Gonzalo Aemilius il suo segretario personale. Annunciato con un comunicato ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede - cosa che non era mai accaduta a memoria d’uomo per un simile incarico - e per di più di domenica, giornata del core business della Chiesa Cattolica, mezz’ora prima dell’Angelus recitato da Francesco alla finestra dell’Appartamento apostolico.

Biografia inusuale: Padre Gonzalo Aemilius ha 40 anni, proviene da una famiglia benestante uruguaiana, nonna ebrea e genitori non credenti. Si è convertito ai tempi del liceo, colpito dalla gioia sul volto di alcuni sacerdoti che aiutavano i ragazzi di strada, nonostante le minacce di morte. Decise così di farsi prete e di dedicare la sua vita ai ragazzi poveri e abbandonati del suo Paese. 

Padre Aemilius è diventato un volto noto perché la mattina del 17 marzo 2013 (quattro giorni dopo l’elezione di Francesco al soglio pontificio), mentre salutava i fedeli radunati fuori la Porta Sant’Anna, il nuovo Papa lo vide tra la folla e lo invitò a seguirlo nella chiesa dove stava per celebrare la sua prima messa con i fedeli dopo l’elezione. Al termine della liturgia, Francesco lo aveva chiamato accanto a sé e lo aveva presentato a tutti chiedendo di pregare per lui e per il suo lavoro con i ragazzi di strada.

La foto di allora è stata riproposta oggi dal sito vaticano Vatican News nel servizio che ha accompagnato la nomina, e mostra un giovane uomo, bello e sorridente. Sembra proprio che Papa Francesco abbia trovato il “suo” padre Georg. Il riferimento è al segretario personale Benedetto XVI, Georg Gänswein, di cui tutti hanno sempre sottolineato la bellezza. 

Padre Gonzalo, però, non frequenta principesse tedesche e romane, ma ragazzi sradicati, fin da prima di farsi prete. La sua esperienza si attirò l’attenzione dell’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio tanto da indurlo a chiamare telefonicamente...

Continua a leggere su HuffPost