Francia 2012, urne aperte per le presidenziali

Parigi (Francia), 22 apr. (LaPresse/AP) - Si sono aperte le urne in Francia per il primo turno delle elezioni presidenziali. Dalle 8 alle 20 oltre 44 milioni di aventi diritto sono chiamati a scegliere il prossimo capo di Stato tra i dieci candidati. Scontato è l'accesso al ballottaggio del 6 maggio del presidente uscente, il conservatore Nicolas Sarkozy, e del socialista Francois Hollande, ma indicativi saranno i risultati raggiunti dalla candidata nazionalista del Front national Marine Le Pen, dal leader della sinistra radicale Jean-Luc Melenchon e dal centrista Francois Bayrou.

Molta è l'incertezza relativa al tasso di astensione; il ministero dell'Interno dovrebbe rilasciare i primi dati sull'affluenza intorno a mezzogiorno. I cittadini dei territori d'oltremare e i diplomatici delle ambasciate hanno votato ieri, ma i primi exit poll usciranno solo dopo le 20 di oggi, anche se alcuni risultati potrebbero comparire prima soprattutto su siti web stranieri.

I sondaggi mostrano l'attuale presidente in discesa, tendenza che continua ormai da mesi. Al primo turno dovrebbe comunque esserci un testa a testa, mentre per il ballottaggio il favorito è Hollande. Entrambi i candidati hanno spesso invitato gli elettori a non aspettare il secondo turno per cominciare a sostenerli.

Durante la campagna elettorale Sarkozy ha più volte sottolineato il clima economico difficile e i problemi di debito in Europa, non solo in Francia. Ha fatto spesso richiamo al patriottismo, ha dipinto l'immagine di un Paese che soffre senza lamentarsi e ha enfatizzato la sua esperienza alla guida dello Stato sostenendone l'utilità per continuare ad affrontare la crisi economica. Ha promesso di adottare le misure necessarie a creare uno Stato che "si rifiuta di drogare la spesa pubblica", un riferimento al suo impegno per il pareggio di bilancio entro il 2016.

La campagna ha toccato anche altri punti delicati come l'immigrazione, l'islam in Francia e tasse ai ricchi, ma il lavoro e l'economia sono stati gli argomenti su cui si sono concentrati i due principali candidati per cercare di alzare il consenso. I temi sono particolarmente sentiti in Francia, dove la disoccupazione si attesta al 10% circa. Hollande ha promesso di rinegoziare, in caso di elezione, il trattato europeo mirato a limitare la spesa pubblica per includere delle politiche che stimolino la crescita e assicurino una distribuzione più equa della ricchezza. Ha invitato a un cambiamento totale promettendo di essere un presidente "più forte dei mercati e più forte della finanza". La Francia, ha sottolineato in uno degli ultimi comizi, "non è fallita, sono i suoi leader che hanno fallito...Perché continuare con qualcosa che ha fallito? Perché continuare nella direzione sbagliata?".

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