Francia, al ballottaggio tutti contro Le Pen

“Sono l’unica alternativa”, commenta dalla roccaforte di Henin-Beaumont, Marine Le Pen. (Credits: Reuters)

Cancellati con una valanga di voti per gli altri. I socialisti e i gollisti spariscono dall’Eliseo, è la prima volta nella storia della Quinta Repubblica. Il ballottaggio è tra Emmanuel Macron (23,9 per cento) e Marine Le Pen (21,4 per cento), per semplificare, tra il centrosinistra liberale e la destra più estrema del Front National. I bookmakers non hanno dubbi: vincerà Macron. Tutti contro Marine. Oppure, Marine contro tutti. Che alla fine è un po’ la stessa cosa: la corsa per l’Eliseo del Front adesso si fa tutta in salita.

Dalla sinistra ai repubblicani, i grandi sconfitti hanno già dato indicazioni chiare: votate Macron contro il Front National per il 7 maggio. Sarà un ballottaggio storico, non solo perché socialisti e gollisti staranno a guardare senza essere coinvolti, ma anche perché per la prima volta nella storia moderna della Francia, il candidato del partito che ha appena governato il Paese non arriva al secondo turno. “Si volta pagina”, è il commento di Macron alla folla esultante.

Emmanuel Macron (39 anni) con la moglie Brigitte Trogneux  (64 anni) (AP)

“Sono l’unica alternativa”, fomenta la sua di folla dalla roccaforte di Henin-Beaumont, Marine Le Pen. I socialisti si sono sgretolati: Benoit Hamon crolla al 6,5 per cento, certificando una “pesante sconfitta elettorale e una sconfitta morale”. Francois Fillon, il candidato della destra dei Républicains, ha invitato i suoi elettori a preferire l’ex ministro dell’Economia: “Non c’è altra scelta”. L’unico a non essersi ancora apertamente schierato contro la Le Pen è l’altro grande sconfitto Jean-Luc Melenchon, il leader della gauche radicale “La France Insoumise”, che ha raccolto il 19,6 per cento delle preferenze.

Era il 21 aprile del 2002, il padre di Marine Le Pen, Jean-Marie, arrivò al ballottaggio contro Jaques Chirac, lasciando di stucco la Francia. Nei 15 giorni prima del ballottaggio la Francia si allineò dietro a Chirac che vinse con l’82 per cento dei voti. Anche oggi, quindici anni dopo, tutti contro il Front National. Ma le percentuali saranno diverse. Il futuro della Francia passa anche per l’Europa, politica del dialogo contro la chiusura della frontiere.

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