Francia, al via processo al prete pedofilo che fa tremare Chiesa -2-

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Roma, 13 gen. (askanews) - Il porporato, tuttora arcivescovo di Lione, sebbene abbia preso un periodo di ritiro e sia coadiuvato da un amministratore apostolico che ne svolge le funzioni, è in attesa della sentenza di appello dopo che, a marzo dell'anno scorso, il tribunale correzionale lionese lo ha condannato a sei mesi, con la condizionale, per non avere denunciato padre Preynat, colpevole di aggressioni sessuali quando era responsabile del gruppo scout Satin Luc di Sainte-Foy-les-Lyon, negli anni Settanta e Ottanta, dunque quando arcvivescovo di Lione era monsignor Albert Decourtray.

Una vittima, Alexandre Hezez, lo denunciò alla procura nel 2015, ma il cardinale Barbarin, "primate dei Galli", era a conoscenza da tempo delle molestie. Lo stesso Hazez gliene aveva parlato nel 2014. Da quando, come scrive Le Monde, "resta un enigma". In un'intervista alla Croix del 2016, Barbarin disse di essere stato messo al corrente dei "comportamenti" di Preynat "verso il 2007-2008". Un sacerdote ha anonimamente raccontato a Le Parisien di aver parlato della questione all'arcivescovo "dal 2002". Le prime denuunce giunte alla diocesi, ad ogni modo, rimontano al 1979. Il porporato, arcivescovo dal 2002, ne ha poi parlato allo stesso sacerdote nel 2010, che gli avrebbe riferito di non aver più compiuto molestie dal 1991. Ma ancora nel 2013 il sacerdote riceve dall'arcivescovo una promozione e continua a svolgere attività da parroco, sebbene lontano dagli scout. Solo nel 2015, quando parte la denuncia civile, il sacerdote, oggi 73enne, viene sottoposto al controllo giudiziario e, in attesa che si esaurisca un processo canonico, sospeso dalle sue funzioni.

In prima linea nelle denunce, un'associazione di ex vittime che ha preso il nome La parole liberée perché, da quando ha preso l'iniziativa di denunciare pubblicamente gli abusi, ha permesso che la "parola si liberasse" e che venissero a galla molte altre denunce.(Segue)