Francia al voto tra tensioni, paura e un’ostentata tranquillità

Tutto pronto in Francia per il primo turno delle elezioni presidenziali, ed è in un clima di tensione che si vota. Ma i francesi si preparano vivendo la vita di sempre a deporre la scheda nell’urna. Qualche ora dopo l’ultimo attentato, che è costato la vita a un agente di polizia, le strade sono di nuovo affollate, così come le terrazze dei caffè parigini. La presenza della polizia e dei militari si nota da mesi, ma in queste ore il dispositivo cambia un po’, bisogna evitare code ai seggi, sorvegliare le auto in sosta, proteggere gli assembramenti.

Gli scandali, prima: le inchieste e molte, molte polemiche che hanno distratto i mezzi di informazione e quasi impedito ai candidati di spiegare i loro progetti. E poi altre polemiche sull’organizzazione dei dibattiti televisivi, e poi il terrorismo, con l’uccisione dell’agente sugli Champs Elysées e ancora, a poche ore dal voto e sempre a Parigi, un uomo che ha tentato di accoltellare un agente.

“Sono abbastanza fiduciosa – dice un’elettrice -: non mi lascio influenzare da gente che prova a farci paura, e magari in fin dei conti sono loro ad aver paura più di noi”.

C‘è chi pensa che la tensione favorisca uno schieramento, chi invece presume che lo danneggi. Vietata la pubblicazione dei sondaggi, vietata anche la campagna elettorale nelle ultime ore. A Parigi però un pirata informatico si è impossessato per dieci minuti dei pannelli luminosi del comune, lanciando messaggi contro alcuni candidati.

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