Francia arresta 7 italiani condannati per terrorismo rosso, soddisfazione Draghi

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PARIGI (Reuters) -Sette italiani, in fuga dopo essere stati condannati in Italia per attività terroristiche legate a gruppi militanti di estrema sinistra, sono stati arrestati in Francia, ha reso noto l'Eliseo, aggiungendo che proseguono le ricerche di altri tre italiani.

Da tempo l'Italia chiedeva l'estradizione dei molti militanti di estrema sinistra cui era stato dato rifugio in Francia, a condizione che rinunciassero alla violenza, dopo la fine dei cosiddetti Anni di Piombo nei quali, tra la fine degli anni '60 e gli anni '80 sono morte centinaia di persone.

"Il governo esprime soddisfazione per la decisione della Francia di avviare le procedure giudiziarie, richieste da parte italiana, nei confronti dei responsabili di gravissimi crimini di terrorismo, che hanno lasciato una ferita ancora aperta", commenta il presidente del Consiglio Mario Draghi.

"La memoria di quegli atti barbarici è viva nella coscienza degli italiani. A nome mio e del governo, rinnovo la partecipazione al dolore dei familiari nel ricordo commosso del sacrificio delle vittime".

La polizia italiana ha rivelato di aver aiutato i colleghi francesi a localizzare i fuggitivi.

Tra gli arrestati, spicca il nome di Giorgio Pietrostefani, uno dei fondatori di Lotta Continua, sul cui capo pende una condanna a 22 anni di prigione per il ruolo svolto nell'omicidio del commissario Luigi Calabresi nel 1972.

Gli altri sei sono ex-membri delle Brigate Rosse, tra cui Marina Petrella, Roberta Cappelli e Sergio Tornaghi, tutti condannati all'ergastolo per aver preso parte ad omicidi e rapimenti.

Centinaia di persone hanno perso la vita in attentati, omicidi e scontri di piazza tra gruppi rivali di estrema destra ed estrema sinistra in quel periodo di scontri sociali e politici.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Francesca Piscioneri, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)