Francia, i gilet gialli moderati: "Temiamo morti, non scendete in piazza". A Parigi proteste degli studenti

Huffington Post

La manifestazione dell'8 dicembre si avvicina e in Francia la tensione continua a salire. Dopo gli avvertimenti della ministra per la Coesione del Territorio a non uscire di casa l'8 dicembre arriva il monito dell'ala moderata dei gilet gialli: "Temiamo che ci saranno dei morti e dei feriti. Ci chiediamo quanti morti e feriti ci vorranno prima che Emmanuel Macron ascolti la collera del popolo", ha detto Benjamin Cauchy, uno dei portavoce dell'ala dei gilet gialli aperta alla trattativa con il governo e che condanna ogni forma di violenza, lanciando un forte appello "alla calma" e a non scendere in piazza domani a Parigi. "Chiediamo ai francesi di non cadere nella trappola delle violenze", ha aggiunto in conferenza stampa.

Cauchy attacca poi il governo "vogliono farci passare per dei casseurs, quando invece non è così. Non abbiamo nessuna voglia di avere dei morti e dei feriti sulla coscienza. Forse lo vuole il presidente... noi certamente no, vogliamo solo che ascolti la rabbia del popolo".

Quindi si è rivolto ai gilets-jaunes affinché non cadano nella "trappola" di manifestare domani a Parigi e la richiesta di "rispettare i beni pubblici" e "le forze dell'ordine".

Dinanzi ai microfoni dei principali media francesi, il portavoce ha quindi puntato il dito contro "la strategia del caos" di questi ultimi giorni. "Siamo passati da una contestazione sociale a un inizio di insurrezione", ha detto, invitando nuovamente Emmanuel Macron ad "ascoltare la collera che si propaga ovunque in Francia".

In tutta la Francia dilagano le proteste, anche degli studenti e il Paese si prepara alla manifestazione, la quarta del movimento, in assetto da guerra. Saranno più di 65.000 gli agenti schierati in una nazione blindata. Molti luoghi della cultura a Parigi resteranno chiusi e la prefettura ha invitato i proprietari dei negozi degli Champs Elysées - già teatro di violente contestazioni durante le altre giornate di protesta - a non alzare le saracinesche. Rinviati...

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