Francia, governo contro Schengen: Senza modifiche Parigi uscirà

Lussemburgo (Lussemburgo), 26 apr. (LaPresse/AP) - Si avvicina il ballottaggio per le presidenziali e la Francia torna a minacciare l'uscita da Schengen per contrastare una presunta incapacità dell'Unione europea di rispondere a situazioni di immigrazione illegale di emergenza. Come aveva fatto Nicolas Sarkozy circa un mese fa, oggi è stato il ministro dell'Interno Claude Guéant a tornare sul tema a margine di un summit dei 27 ministri dell'Interno dell'Ue a Lussemburgo.

Se l'Unione europea non accetterà una linea più dura per combattere l'immigrazione illegale, la Francia si ritirerà dal trattato di Schengen, ha minacciato Guéant, sottolineando che sono molti i Paesi a sostenere la proposta franco-tedesca di reintrodurre controlli sui confini nazionali nel caso in cui uno Stato stia affrontando un improvviso aumento di immigrazione illegale. "Verrà un momento - ha aggiunto il ministro - in cui i cittadini europei preferiranno mettere in dubbio i vantaggi della libertà di movimento piuttosto che vedere arrivare un'ondata di immigrazione illegale".

La scorsa settimana i governi di Berlino e Parigi hanno inviato all'Ue una lettera congiunta per chiedere il diritto "non negoziabile" di ristabilire i controlli ai confini nazionali per un mese se necessario. Una mossa vista da molti come ultimo sostegno di Angela Merkel all'alleato Sarkozy per le elezioni. Secondo le attuali norme, la zona di Schengen protegge solo i confini verso l'esterno e permette tra i Paesi membri la libera circolazione. Affinché qualche cambiamento alle regole del trattato abbia effetto deve avere l'approvazione di una larga maggioranza tra i Paese membri.

Il tema dell'immigrazione è salito molto nell'agenda politica francese nelle ultime settimane a causa della crescita e del forte risultato al primo turno delle presidenziali del Fronte nazionale di Marine Le Pen. Sarkozy dovrà cercare di conquistare i favori dell'elettorato di estrema destra se vorrà provare a battere lo sfidante favorito, Francois Hollande, al ballottaggio del 6 maggio. "Abbiamo circa 400mila persone che entrano in Ue illegalmente ogni anno e tra i 2 e i 4 milioni di clandestini che vivono in Europa. I nostri cittadini e i cittadini europei non accettano l'immigrazione illegale", ha spiegato ancora Guéant.

Già lo scorso mese Sarkozy aveva minacciato una possibile uscita da Schengen entro un anno se le cose non fossero cambiate. "Sarkozy ha dato un anno, ora abbiamo ancora 11 mesi", ha incalzato Guéant, che ha poi negato di aver voluto portare le elezioni francesi al centro del summitt Ue. "E' sempre opportuno sollevare importanti proposte per i nostri cittadini e per il futuro dell'Europa", ha risposto. Sarkozy ha promesso di dimezzare il numero dei migranti che entrano in Francia ogni anno a 100mila e di limitare i loro benefici. Marine Le Pen è andata oltre, promettendo una riduzione del 95% dei migranti in entrata. Hollande invece sostiene di voler rivedere ogni anno il numero delle persone in ingresso e istituire squadre speciali per ridurre l'immigrazione illegale.

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