Francia, gruppo economisti chiede abolizione tetto Ue 3% deficit

·1 minuto per la lettura
Bandiere francese ed europea sulla facciata del municipio di Amiens in Francia

PARIGI (Reuters) - Tre importanti economisti francesi hanno chiesto che le regole di bilancio dell'Unione europea siano riviste per concentrarsi sul debito dei singoli Paesi, abbandonando il vincolo, finora ampiamente violato, in materia di deficit pubblico.

Una rivalutazione delle norme, considerate da molti troppo complesse dopo le revisioni precedenti, era stata avviata l'anno scorso e subito sospesa all'inizio della pandemia per permettere ai Paesi di mobilitare le finanze pubbliche per combattere il virus e sostenere le economie durante la crisi.

Anche prima della crisi le norme, denominate Patto di stabilità e crescita, sono state spesso violate dai Paesi membri, compresa la Francia.

Gli economisti Philippe Martin, Jean Pisani-Ferry e Xavier Ragot sostengono in un documento programmatico che il tetto del 3%, insieme alla norma che chiede ai governi di mantenere il debito entro il 60% del Pil, siano obsoleti e il tetto del deficit potrebbe addirittura portare un rigore di bilancio inutile dopo la crisi.

Il Patto di stabilità e crescita, sostengono, dovrebbe piuttosto concentrarsi sulla sostenibilità del debito di ogni singolo Paese, chiedendo ai governi di fissare un obiettivo di debito quinquennale soggetto a revisione da parte di un'autorità fiscale nazionale indipendente e dell'Unione europea.

Per mantenere le finanze pubbliche sulla buona strada per raggiungere il target, i Paesi dovrebbero fissare, inoltre, un tetto di spesa vincolato al loro tasso di crescita economica potenziale, hanno proposto gli economisti.

Tali raccomandazioni potrebbero incontrare il dissenso di Paesi come la Germania e i Paesi Bassi che hanno a lungo sostenuto la necessità di una normativa rigorosa.

(Tradotto da Alice Schillaci in redazione a Danzica, in redazione a Roma Francesca Piscioneri, alice.schillaci@thomsonreuters.com, +48587696614)