Francia, il fallimento dei centri di deradicalizzazione

La lotta contro la radicalizzazione jihadista in Francia è un fallimento. Lo rivela il rapporto pubblicato dal Senato di Parigi.

Le campagne di prevenzione come questa e altre attività finalizzate al recupero dei giovani indottrinati sono state avviate dopo gli attentati del 2015, ma i risultati non sono all’altezza delle aspettative.

Durante l’ultimo anno, due senatrici si sono dedicate alla campagna di informazione denominata “Deradicalizzazione e reinserimento dei jihadisti in Francia e in Europa”.

La senatrice ecologista, Esther Benbassa, lavora al rapporto: “In Francia, la questione della deradicalizzazione è stata implementata rapidamente dopo gli attacchi, in un contesto di panico e ansia profondi, perché il popolo francese voleva risposte – dice la parlamentare francese – La gente voleva sapere se fossero state prese misure per prevenire queste azioni”.

Questo centro di radicalizzazione dimostra come sia difficile mettere in atto politiche efficaci contro il fenomeno. Inaugurato nel settembre 2016, dovrebbe ospitare 25 persone, ma su base volontaria. Ma solo una dozzina di ragazzi sono passati da qui e non ci sono rimasti. Le diserzioni del personale, l’opposizione del quartiere e poi l’arresto di uno dei residenti da parte dei servizi di intelligence per i suoi legami con un terrorista del Bataclan hanno decretato il fallimento del progetto.

Dall’agosto 2016, una donna è stata messa a capo del Comitato interministeriale per la prevenzione del crimine e la radicalizzazione.

Console Generale a Istanbul quando è esploso il flusso di partenze di giovani francesi verso la Siria, Muriel Domenach ammette che l’approccio a questo problema potrebbe cambiare dopo le elezioni presidenziali: “Sarà la politica a determinare l’equilibrio tra prevenzione e repressione – spiega la Domenach – Questo probabilmente cambierà, ma la lotta contro la radicalizzazione e la necessità della prevenzione rimarranno”.

Nel 2016, circa 400 persone sono state arrestate in Francia perché sospettate di legami con gruppi jihadisti, 2400 persone e 1000 famiglie sono sorvegliate perché a rischio radicalizzazione.

Francia. «Centri deradicalizzazione? Un vero fiasco» https://t.co/g1iwb9OJfu pic.twitter.com/40xlIvOdQJ— TEMPI (@Tempi_it) February 22, 2017

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