In Francia ora Green Pass obbligatorio anche per molti lavoratori

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Roma, 30 ago. (askanews) – In Francia diventa obbligatorio il Green pass per i dipendenti che lavorano in strutture aperte al pubblico, da bar e ristoranti a cinema e grandi centri commerciali (oltre 20.000 mq), i quali dovranno dimostrare di essere in possesso di un certificato di vaccinazione completo, di un test negativo inferiore a 72 ore o della prova di guarigione dal Covid-19 di almeno 11 giorni e meno di 6 mesi.

Il segretario del sindacato di categoria – Sud commerces et services Ile-de-France – Hichem Aktouche si dice contrario:

“Siamo fermamente contrari, perché ci sono delle reali conseguenze molto pericolose per i dipendenti. Possono ritrovarsi senza stipendio, poi probabilmente senza lavoro e quindi ci battiamo per mostrare la nostra contrarietà a questo sistema e soprattutto i pericoli riguardanti l’applicazione del pass sanitario in queste aziende”.

La misura riguarda anche i dipendenti di musei, festival, sale concerto e conferenze, strutture sportive al chiuso, conservatori, ma anche sale giochi, zoo, parchi divertimento, circhi, fiere, mostre e biblioteche. Dovranno esibire un pass sanitario anche i dipendenti di navi e navi da crociera, discoteche, club, mense aziendali, punti vendita da asporto e autogrill. Idem per i lavoratori dei trasporti a lunga percorrenza, ovvero di treni come i Tgv, voli nazionali o autobus interregionali.

“Credo che non sia logico nel senso che mi chiedono il pass sanitario, mi sposto in uno spazio che è enorme, con delle persone che portano sempre la mascherina, che mantengono il distanziamento sociale che avevamo all’inizio, per me è troppo, chiaramente troppo”, afferma Fayas, che fa piercing in una gioielleria della Galleria Lafayette a Parigi.

“È l’unica soluzione che abbiamo ora – afferma invece Murielle, store manager alla Galleria Lafayette – a partire da qui, il pass sanitario comunque, non durerà in eterno”. “Un po’ oppressa di fatto, è il sentimento che sento, quello dell’oppressione in merito a questo – dice Hannah Pierre, commessa – non sono del tutto contro il vaccino, ma almeno lasciare alle gente la libertà di fare ciò che vogliono, se vogliono fare o meno il pass e in particolare sul lavoro, è una pressione davvero molto forte”.

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