Francia in piazza contro la riforma delle pensioni targata Macron

Prima giornata di sciopero in Francia contro la riforma delle pensioni, un progetto che innalza l'età minima da 62 a 64 anni, fortemente voluto dal presidente Emmanuel Macron ma parimenti osteggiato da sei francesi su dieci.

Alta la partecipazione alla giornata di mobilitazione in Francia

A scendere in piazza in numerose città del paese pressoché tutte le sigle sindacali e i partiti della Nupes, il cartello delle sinistre. Fino al tardo pomeriggio, nelle strade transalpine hanno risuonato le proteste: fonti diverse hanno parlato di un numero di manifestanti compreso tra uno e due milioni e mezzo.

Jean-Luc Melenchon, leader de la France Insoumise in marcia a Marsiglia, sottolinea l'importanza dell'unità sindacale a difesa delle pensioni, un elemento, dice, che non si riscontrava da vent'anni. Philippe Martinez, a capo del sindacato CGT, ha affermato che "la mobilitazione di oggi riflette la massiccia opposizione dei cittadini di questo Paese a questa riforma. Penso che quasi l'80% della gente sia contraria, soprattutto tra i più giovani".

Schierati diecimila tra poliziotti e gendarmi

Murielle Guilbert, co-delegata generale di Solidaires, ha da parte sua aggiunto: "Dobbiamo rimettere le cose sul tavolo e questo significa una diversa distribuzione della ricchezza. Esistono modi diversi per finanziare i servizi pubblici e la protezione sociale, solo che Macron non vuole discuterne e questo è il nocciolo del problema".

La giornata di mobilitazione ha causato il blocco di molte attività, dalle scuole agli ospedali, dalle raffinerie alle stazioni di servizio. Il ministero dell'Interno ha schierato diecimila tra poliziotti e gendarmi per la gestione dell'ordine pubblico.

Macron difende la riforma

Macron, invece, ha difeso le proprie scelte: “È una riforma che è stata presentata in modo democratico, che è stata convalidata, ed è una riforma equa e responsabile”. I sindacati hanno indetto una nuova giornata di sciopero il prossimo 31 gennaio.