In Francia processo a Dino Scala, violentatore seriale

(Adnkronos) - Si è aperto oggi a Douai, nel nord della Francia, il processo contro "lo stupratore della Sambre", un violentatore seriale che ha aggredito per anni decine di donne di tutte le età al confine fra Francia e Belgio. L'imputatato, il 61enne Dino Scala, è un ex operaio e allenatore di piccole squadre di calcio, di origine italiana, padre di cinque figli, dalla vita apparentemente normale, che ha ammesso la maggior parte dei 17 stupri, 12 tentativi di stupro e 27 aggressioni sessuali di cui è imputato. Le sue vittime avevano fra i 13 e i 48 anni al momento delle aggressioni, avvenute fra il 1988 e il 2018 in un'area di una trentina di km2.

Il violentatore della Sambre, dal nome del fiume he attraversa la regione di confine, agiva preferibilmente la mattina presto d'inverno, quando è ancora buio. Attaccava le donne di spalle, spesso stringendole al collo con una cordicella e o un foulard. Molte vittime non lo avevano nemmeno visto in faccia. Ma anche i primi identikit non avevano aiutato, per il viso troppo anonimo dell'uomo. Il Dna, che in alcuni casi era stato raccolto, non aveva portato a nessuna identificazione.

Scala è stato arrestato nel febbraio 2018, tre settimane dopo l'ultima aggressione, quella contro una 17enne nel villaggio belga di Erquelinnes. La ragazza era riuscita a difendersi e l'uomo è stato identificato grazie alle immagini di una telecamera di sorveglianza che avevano inquadrato la targa francese della sua auto. Quando Scala è stato fermato nella sua casa del villaggio francese di Pont-sur-Sambre, vicino Maubeuge, nella sua macchina sono stati trovati dei guanti, un coltello e una cordicella.

Molte delle vittime dichiarano ora di aver avuto per anni la sensazione di non essere ascoltate e prese sul serio. C'è infatti voluto tempo perché le denunce, fatte in piccoli commissariati di paese, venissero collegate fra loro. E l'identikit tracciato dalla polizia belga non era stato trasmesso ai colleghi francesi. Intanto l'avvocato di Scala, Margaux Mathieu, ha affermato che il suo assistito è pronto a spiegarsi in aula. L'imputato ha confessato una quarantina delle 56 aggressioni di cui è accusato, dicendo di aver agito in base ad un "impulso incontrollabile".

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