Parigi, finisce l'incubo: uccisi i 3 terroristi, uno in fuga. Morti 4 ostaggi

La Francia vive l'incubo del terrorismo. Ore convulse, di fuoco addirittura, cominciate il 7 gennaio con l’assalto a Charlie Hebdo e terminate con un doppio blitz in contemporanea, che prima del calare del Sole ha debellato i terroristi.

Ma cosa ha sconvolto  Parigi in queste ore? L’attacco, probabilmente congiunto, si è svolto su due fronti, in quello che sembra un piano premeditato. Ecco cosa è accaduto, punto per punto.

L'ASSALTO A CHARLIE HEBDO - Il 7 gennaio una banda armata composta da 3 uomini prende d'assalto la redazione del settimanale Charlie Hebdo, uccidendo 12 persone. Nella notte tra il 7 e l'8 gennaio il 18enne Hamyd Mourad, forse il cognato di uno dei due assassini, Chérif Kouachi, si è costituito al commissariato Charleville-Mézières dopo che il suo nome era circolato sul web. Ma da quanto emerge nelle ore successive potrebbe essersi trattato di un depistaggio.

L’ASSEDIO AI DUE FUGGITIVI NELLA TIPOGRAFIA - I fratelli Kouachi, identificati tramite le carte di identità lasciate nell’auto abbandonata nella fuga come gli attentatori che hanno ucciso 12 persone nella redazione di Charlie Hebdo, si barricano, dopo una fallimentare fuga nei boschi, un inseguimento con la polizia su un’auto rubata e una violenta sparatoria, in una tipografia, l’agenzia “Creation Tendance Dacouverte”. La tipografia si trova a Dammartin en Goele, a circa 40 km da Parigi.

Inizialmente si pensa che i frateli Kouachi abbiano un ostaggio, o addirittura 5, visto che l’agenzia, a conduzione familiare, ha 5 dipendenti. Solo in seguito, tuttavia, si scopre che con gli attentatori c'è un solo uomo, il figlio del proprietario della tipografia, che si era nascosto in uno scatolone, e da lì è riuscito ad avvertire i suoi parenti con un cellulare.

Secondo alcuni testimoni i terroristi avrebbero detto di voler morire da martiri, affermazione che da subito aveva fatto premonire un esito non positivo della vicenda. La tipografia è stata circondata con elicotteri e forze armate, e al termine delle operazioni i fratelli Kouachi sono entrambi morti. Dopo, pare, essere usciti dalla tipografia esplodendo colpi, e senza mai accorgersi della presenza del ragazzo nello scatolone.

VIDEO - Chi sono i fratelli Kouachi, presunti attentatori di Charlie Hebdo (l'articolo prosegue dopo il video)



L’ATTACCO ALL’ALIMENTARI KOSHER - Nel frattempo, a Porte de Vincennes un uomo, di nome Amedy Coulibaly, si barrica in un negozio di alimentari kosher prendendo in ostaggio delle persone. Inizialmente si parla almeno 6 ostaggi, ma in seguito il numero si rivela superiore.

Solo al termine delle operazioni si scoprirà che Coulibaly, facendo ingresso nel supermercato, ha freddato 4 persone, e ne ha poi gravemente ferite altre 4 all'interno, durante la barricata. Almeno 15 ostaggi sono stati poi liberati.

Coulibaly è armato fino ai denti, con due kalashnikov, e chiede, per liberare i suoi ostaggi, il via libera per i fratelli Kouachi, con una mossa che sembra preparata. Coulibaly minaccia di uccidere tutti i suoi ostaggi se i fratelli Kouachi non vengono liberati.

Con lui tratta il suo avvocato, accompagnato da un detenuto che lo conosce e di cui si fida. Alcuni media hanno ipotizzato che proprio Coulibaly fosse il terzo uomo della banda che ha assaltato Charlie Hebdo, facendo ritenere che il ragazzo di 18 anni che si è costituito nella notte dell'8 gennaio fosse effettivamente un depistaggio.

Al termine del blitz, eseguito in contemporanea con quello ai fratelli Kouachi poco prima del tramonto, Coulibaly viene ucciso. Emerge, nella serata, che l'agenzia BFM-TV ha comunicato con Coulibaly prima e durante le operazioni, e il terrorista avrebbe affermato di essere affiliato all'ISIS e di avere intenzione di sterminare le forze dell'ordine.

VIDEO - Il blitz di Porte de Vincennes (l'articolo prosegue dopo il video)

CHI È COULIBALY - È emerso che Coulibaly nel 2010 era stato ricollegato all’evasione di Smain Ait Ali Belkacem, un terrorista algerino condannato all'ergastolo per gli attentati del 1995. Coulibaly aveva 32 anni, è di origine africana, e fa parte della stessa cellula jihadista dei fratelli Kouachi, che è provato aver conosciuto. Si parla anche di un presunto incontro, nel 2009, tra Coulibaly e il presidente francese Nicolas Sarkozy, durante una visita del Presidente a Grigny, in una fabbrica della Coca-Cola dove Coulibaly era tra i neo-assunti

IL MISTERO HAYAT BOUMEDDIEN - Ad accompagnare Coulibaly, pare fosse anche una giovane donna di 26 anni, ricercata insieme al terrorista per l’omicidio della poliziotta a Montrouge. Il suo nome è Hayat Boumeddiene, e secondo alcune fonti è la fidanza di Coulibaly. Notizia, questa, ancora da confermare, giacché altri hanno parlato di un secondo uomo che accompagnava Coulibaly.

Sulla donna non si hanno ancora maggiori informazioni. Inizialmente si reputava fosse rimasta uccisa nell’azione delle forze dell’ordine, ma secondo la CNN sarebbe invece in fuga, dopo essersi mescolata agli ostaggi salvati a Porte de Vincennes, e attualmente il suo nome campeggia sul sito dell'FBI tra i ricercati.

Attacco all'alimentari: l'intervista esclusiva a una testimone

LA SPARATORIA DI MONTROUGE E CHI È COULIBALY - Il nome di Coulibaly è emerso dopo che egli stesso è stato individuato come il responsabile dell’omicidio, l’8 gennaio, di una poliziotta francese, Clarissa Jean Philippe, a Montrouge. 

VIDEO - Diffuse le foto dei responsabili dell'omicidio di Montrouge (l'articolo prosegue dopo il video)

LA SITUAZIONE A PARIGI E IN FRANCIA - In una situazione di vero e proprio attacco, la polizia ha chiesto agli abitanti di Dammartin en Goele di chiudersi in casa, di rimanere lontani dalle finestre, e gli studenti sono stati evacuati dagli edifici sotto la protezione della polizia.

Chiuse due delle quattro piste dell’aeroporto Roissy-Charles de Gaulle, con rotte aeree deviate per non passare su Dammartin en Goele. Nel frattempo a Parigi è caos, il ministro degli Interni Beauvau deve fronteggiare minuto per minuto allarmi e smentite in varie parti del paese. Ad esempio quello che ha costretto all'evacuazione per 2 ore del Trocadero, nel centro di Parigi, per un falso allarme-bomba.

L"ISIS DIETRO L'ATTENTATO? - Mentre Parigi è a ferro e fuoco dall’incubo del terrorismo, da Baghdad l’ISIS rivendica gli attentati francesi, dalla strage alla redazione di Charlie Hebdo alle azioni terroristiche che ne sono seguite. In particolare è un imam prossimo ai miliziani jihadisti dell’ISIS, Abu Saad al Ansari, a rivendicare gli attentati come riconducibili all’autoproclamato califfato guidato da Abu Bakr al Baghdadi. Nella giornata dell’8 gennaio una radio riconducibile allo Stato Islamico in Siria aveva elogiato gli attentatori parigini definendoli degli eroi.

VIDEO - Il terrorismo internazionale minaccia anche gli USA