Francia, Xavier Bertrand, il “terzo uomo” nella corsa all’Eliseo

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Image from askanews web site
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Roma, 28 giu. (askanews) - Finite le regionali, si comincia con le presidenziali in Francia. E Xavier Bertrand è il primo a lanciarsi nella nuova partita elettorale dopo il successo bissato ieri alle regionali e le sonore sconfitte incassate dai due potenziali sfidanti all'Eliseo, il presidente Emmanuel Macron il cui partito ha raccolto un deludentissimo 9% a livello nazionale e Marine Le Pen che non è riuscita neanche questa volta a portare a casa almeno una regione.

"Ora tutti hanno capito che le elezioni presidenziali sono ormai una partita a tre", sono state le parole dopo il voto da quasi neo candidato presidenziale di Xavier Bertrand, che nel 2017 ha abbandonato la formazione di Macron Lrem per entrare nelle fila dei Republicains. Insomma è l'unico che all'indomani del voto puà osare fare riferimenti diretti alla primavera elettorale che attende la Francia il prossimo anno. Lo stesso Macron, già discreto fra i due turni, ha appena fatto sapere che parlerà solo a luglio del suo futuro elettorale mentre Marine Le Pen è unicamente impegnata a maltrattare i suoi elettori.

Del resto Xavier Bertrand aveva già avvertito a marzo del suo desiderio di essere "il terzo uomo" alle elezioni del 2022, a condizione di vincere un secondo mandato regionale. Detto fatto. Con il 41,39% al ballottaggio ieri ha sbaragliato l'avversario Rn Sebastien Chenu. E già oggi lancia un altro messaggio da presidenziabile chiamando a raccolta per formare una "grande squadra", gli altri colleghi di partito anche loro vittoriosi come lui alle regionali, come fra Valerie Pecresse.

Certo, la partita a tre ancora non si vede nei sondaggi ma Bertrand è sempre più fiducioso. "Non è compiacimento o arroganza. Non ci credo già, ma credo di vedere dov'è la strada, non solo per vincere, ma anche per governare", ha esclamato citato dall'Echo. Ad ogni modo un sondaggio Harris Interactive per "Sfide" accredita l'esponente repubblicano con un aumento di 3 punti, anche se rimane al 16% delle intenzioni di voto per il 2022, mentre Marine Le Pen è al 26% ed Emmanuel Macron al 25%. Roma, 28 giu. (askanews) - Fin dalla sua prima elezione nel 2015, Bertrand ha puntato sulle battaglie vinte da presidente dell'Hauts-de-France come l'accesso al lavoro e il potere di acquisto dei suoi elettori. E a queste vittorie ha attribuito il rilancio dell'Rn. Inoltre ritiene anche di aver dimostrato di essere "un baluardo migliore" contro l'estrema destra rispetto al capo dello Stato: "dal 2015 al 2021 avrei fatto passare il FN dal 41% al 24%. Macron, a livello nazionale, lo avrebbe fatto passare dal 34% al 47%". (di Isabella Helfer)

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