Franco Antonello: “Mio figlio in coma non è un delinquente”

Franco Antonello Alberto e Andrea

“Come si può bollare come delinquente un ragazzo di 19 anni per una canna?”, si chiede Franco Antonello, il papà del ragazzo rimasto coinvolto nell’incidente di Venezia.

Franco Antonello e il figlio Alberto

Dopo che al primogenito venne diagnosticato l’autismo, ha deciso di lasciare il lavoro per prendersi cura di lui. Adesso, Franco Antonello, deve purtroppo fare i conti con un altro dolore, quello per il figlio Alberto in coma dopo l’incidente stradale avvenuto la mattina del primo novembre a Musile di Piave, in provincia di Venezia. La fidanzata di 18 anni è morta dopo che l’automobile sulla quale viaggiava con il fidanzato 19enne è uscita di strada ribaltandosi in un fossato a lato della carreggiata. A quanto emerge dalle indagini, al ragazzo alla guida, ovvero Alberto Antonello, al momento in coma, sarebbe stata sospesa la patente soltanto poche ore prima dell’incidente, per una piccola quantità di hashish.

Il padre era noto per il viaggio con il primogenito autistico che era stata raccontata nel romanzo Se ti abbraccio non avere paura di Fulvio Ervas, ma anche nel film Tutto il mio folle amore, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e disponibile nelle sale dal 24 ottobre 2019.

Come si può bollare come delinquente un ragazzo di 19 anni per una canna? Come si può dimenticare tutto ciò che di buono ha fatto fino a questo momento per un errore, per un colpo di sonno?”, si chiede Franco Antonello dopo l’incidente stradale che ha coinvolto il figlio di 19 anni Alberto. “La gente ora giudica, critica, condanna“, continua il signor Franco Antonello. Per poi aggiungere: “Allora la faccio io una domanda: pensate forse che la morte non sia una punizione sufficiente anche per noi? Giulia faceva parte della nostra famiglia. Abitava con Alberto da qualche mese, erano lì a pochi metri da casa mia, belli e felici”.

“Ho visto Alberto giovedì sera. Ci siamo abbracciati, mi ha detto: tranquillo papà, vado piano. Lui e Giulia erano fidanzati, sono usciti come fanno tanti altri ragazzi della loro età ed è successa questa tragedia. Davvero vogliamo giudicare questo?“. Non si può far finta di fronte ai vari giudizi che dilagano sui social in un momento di dolore come questo. “Per mezzo grammo di erba si butta dal precipizio un ragazzo che ha commesso un errore. Fatale, certo, e il tempo non potrà mai cancellare questo dolore. Ma è pur sempre un errore. Mi piacerebbe percepire uno spirito di sostegno, vorrei che le persone utilizzassero le energie per aiutare e non per demolire, vorrei che chi ci conosce si rendesse conto che siamo sempre noi, che non siamo cambiati. Fino a due giorni fa eravamo una famiglia piena di valori. Ora non possiamo essere diventati delinquenti“.