Franco Locatelli: "Entro fine anno avvio terza dose a tutti e vaccino 5-11 anni"

·3 minuto per la lettura
Franco Locatelli (Photo: LUCA ZENNARO ANSA)
Franco Locatelli (Photo: LUCA ZENNARO ANSA)

Entro la fine dell’anno è un’ipotesi “ragionevole” e “plausibile” l’abbassamento dell’età per la somministrazione della terza dose, al momento riservata agli over60, in modo che “si parta per tutti quanti”. Ma al momento “credo che l’attenzione vada concentrata e focalizzata sull’offrire la dose booster agli ultra sessantenni, ai fragili e a coloro che hanno ricevuto il vaccino J&J”. Ad affermarlo a Sky Tg24, nel corso del Buongiorno, è Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. Stessa tempistica e stessa considerazione - è ”un’ipotesi ragionevole” - l’avvio della somministrazione del vaccino anti-Covid per i bambini tra i 5 e gli 11 anni, ”è assolutamente un vaccino sicuro”, assicura il professore, esperto di patologie ematologiche pediatriche.

“Credo che l’Ema possa arrivare ad una valutazione e ad una approvazione entro fine mese, prima metà di dicembre. A quel punto lì potremo partire” per la fascia 5-11 anni, dice Locatelli.

“Prematuro”, invece, discutere di proroga dello stato d’emergenza, oltre il 31 dicembre, mentre “non si è ancora ragionato su una data precisa di estensione” del green pass, “però ritengo che in questo momento una sospensione non sia neanche considerabile sia per i numeri che ancora esistono, sia anche per una condizione climatica che certo non favorisce un’ulteriore riduzione della circolazione virale. Sappiamo tutti che i mesi freddi dell’autunno/inverno favoriscono le infezioni respiratorie”.

Locatelli concorda con il ministro tedesco Spahn che ieri aveva citato il modello italiano sul green pass come via per contenere la diffusione del virus e aveva parlato di “pandemia dei non vaccinati”. ”È chiaro - commenta Locatelli - che abbiamo due situazioni diverse: una che interessa la popolazione di coloro che si sono vaccinati, che ha numeri assolutamente marginali e impatto minimo per quel che riguarda il rischio di sviluppare patologia grave, e dall’altra parte tutto un contesto che riguarda quelle persone ancora non vaccinate, che invece può assumere gli stessi connotati di pericolosità che abbiamo ben conosciuto in tutti questi mesi. Tutta questa osservazione dovrebbe essere un ulteriore spinta motivazionale per chi, fino ad oggi, non si è vaccinato: vada a farsi vaccinare, volendo prima di tutto bene a sé stesso. Vaccinarsi è un modo di proteggersi e voler bene a se stessi”.

Tanto più che in Europa il virus ha rialzato la testa. “Vi è evidentemente un incremento di circolazione virale, che in molti Paesi europei ha assunto dei numeri e ha avuto un impatto sui servizi sanitari decisamente importante. Fortunatamente - chiarisce Locatelli - la situazione italiana è significativamente più favorevole, e tutto questo è dovuto all’alta percentuale di soggetti che si sono vaccinati e al mantenimento di tutte quelle misure di protezione non farmacologica, l’uso delle mascherine su tutte piuttosto che il distanziamento interpersonale. Questo però non ci deve far abbassare la guardia, dobbiamo assolutamente stare molto attenti e quanto si è verificato nei giorni scorsi in Friuli presenta un chiaro indicatore di quanto mettiamo davvero niente per passare da una situazione favorevole a una che, invece, può destare qualche allarme”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli