Franco Pepe: "Per diventare il pizzaiolo più bravo al mondo ho fatto anche il postino. Ho studiato e mi sono indebitato"

Nicoletta Moncalero
Franco Pepe, della pizzeria Pepe in Grani

Franco Pepe quando parla ha un ritmo pazzesco: veloce, come chi sa perfettamente quello che dice e non ha bisogno di soppesare le parole. Ha tutto chiaro in testa e non solo da ora. Parla in effetti come un insegnante, lui che prima di tutto è stato un professore di educazione fisica.

Quando gli chiediamo come ha fatto a diventare il pizzaiolo più bravo al mondo - lo ha definito così per primo (poi tutti ci sono tutti gli altri riconoscimenti) il premio Pulitzer Jonathan Gold -, lui risponde così: “Se vuoi, ti dico cosa spiegherò ai ragazzi dell’Università: nel 2012 ho osato, anche se tutti mi davano del pazzo. Ho creduto nelle mie idee e sono andato avanti. Solo chi ha le idee chiare e forza di volontà ce la può fare”. Che Pepe parli alla Sapienza non deve stupire: la sua storia è una case history che si studia alla facoltà di Economia. Ed è iniziata a Caiazzo sette anni fa - festeggiati proprio in questi giorni -, piccolo paese con poco più di 5mila abitanti in provincia di Caserta. Nel centro storico da cui tutti scappavano, c’è Pepe In Grani, da tre anni la migliore pizzeria d’Italia e al mondo: oggi in vicolo S. Giovanni Battista arrivano in media 14mila persone al mese per la sua pizza .

 

Franco Pepe

 

La strada da percorrere per arrivare fino a qui poteva essere più facile: figlio di pizzaioli Pepe avrebbe potuto semplicemente lavorare nella pizzeria di famiglia. E per un po’ l’ha fatto. “Ho avuto una doppia vita per molto tempo: di giorno studiavo e di sera andavo a lavorare con papà. Studiavo per diventare professore di educazione fisica, perché all’epoca, negli anni Settanta, fare il pizzaiolo poteva sembrare un lavoro umile. I miei genitori volevano che studiassi e che facessi una vita diversa dalla loro. Ho fatto l’insegnante, ma alla sera tornavo sempre al forno della pizzeria”. Ha fatto anche il salumiere, tra gli altri mille mestieri, prima di arrivare fin qui. “Ho lavorato per un po’ nella salumeria di mio nonno...

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