Fratelli belgi morti: indagato un farmacista, la replica dell'Ordine

Proseguono le indagini sulla morte di Dries e Robbe De Ceuster, i due fratelli belgi trovati morti domenica pomeriggio nella loro stanza d'albergo a Firenze dal padre.

Secondo quanto raccolto dall'Ansa un farmacista sarebbe stato indagato per omicidio colpo per aver venduto, senza prescrizione medica, confezioni di analgesico ai due fratelli. Al momento, secondo quanto trapelato, l'inchiesta non avrebbe altri indagati. Le due confezioni di analgesico oppioide, ritrovate nella stanza d'albergo, sono a base di ossicodone la cui potenza è paragonata a quella della morfina. Il farmacista, che secondo quanto trapela sarebbe un neolaureato, sarebbe stato tratto in inganno da uno dei due belgi che insisteva per avere quel tipo di farmaco, spiegando che ne aveva bisogno per il dolore conseguente a un'operazione a un braccio. Tra due giorni il pm Giacomo Pestelli conferirà l'incarico al medico legale per l'autopsia.

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Intanto Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani ha replicato alle accuse mosse contro il giovane farmacista: "Da parte nostra non possiamo che ribadire l'obbligo, deontologico oltre che legale, di non consegnare senza ricetta nessun farmaco che la richieda, come peraltro fanno ogni giorno gli oltre sessantamila farmacisti che operano nelle ventimila farmacie italiane. Per questo, se dovessero emergere responsabilità a carico di farmacisti si agirà con la massima tempestività e fermezza".

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"Attualmente è in corso un'indagine giudiziaria che accerterà se vi sono responsabilità da parte di un farmacista e quali - aggiunge - quando i fatti saranno accertati, come di prassi, sarà l'Ordine Provinciale di Firenze ad assumere le iniziative disciplinari necessarie. Il tragico episodio di Firenze non può lasciare indifferenti. Nel nostro paese non si conoscono fenomeni di abuso di medicinali analgesici oppioidi analoghi a quelli che si registrano in altre realtà, tuttavia occorre tenere alta la guardia. Per questo va applicata con il massimo rigore la normativa vigente, che impone la presenza di una prescrizione medica per la dispensazione di tutti questi farmaci: per alcuni la ricetta speciale per gli stupefacenti e per altri quella del SSN o quella 'bianca' non ripetibile"