I fratelli Bianchi in aula, l'abbraccio e le urla dopo la condanna all'ergastolo

Marco e Gabriele Bianchi
Marco e Gabriele Bianchi

La parola ergastolo ha fatto paura ed ha suscitato una reazione anche a due duri come i fratelli Bianchi. Marco e Gabriele sono stati condannati al carcere a vita, il massimo della pena. I due giovani ora sono consapevoli che da quelle mura non usciranno più. Tra la rabbia dei due assassini e le lacrime di dolore della famiglia di Monteiro, si è concluso il primo grado di giudizio per l’omicidio del giovane Willy.

La reazione dei fratelli Bianchi all’ergastolo

Marco e Gabriele Bianchi erano vestiti bene e, come è scritto sul quotidiano la Repubblica, “sembravano due studenti modello“. Ma il look, la serietà e la freddezza che hanno preceduto la parola “ergastolo”, non hanno potuto nulla contro la loro vera natura, contro la loro indole da “massacratori“, parola utilizzata anche dalla Corte. Le azioni commesse in passato dai fratelli Bianchi hanno parlato per loro. Dopo la sentenza Marco e Gabriele sono crollati e si sono lasciati andare ad un lungo abbraccio consapevoli di non rivedersi più. Dopo un po’, però, come due leoni chiusi in gabbia hanno iniziato a ringhiare. La folla ha applaudito per la sentenza pronunciata della Corte d’Assise, tra questi i familiari di Willy Monteiro e i suoi amici. La gioia degli innocenti ha scatenato la reazione dei due assassini, che hanno iniziato ad urlare contro chi è sempre stato dalla parte della giustizia. Fortunatamente sono intervenuti tempestivamente gli agenti della polizia penitenziaria che hanno allonato dalla gabbia del tribunale Marco e Gabriele Bianchi e li hanno trasportati alle rispettive carceri.

La reazione dei parenti e degli amici di Willy Monteiro

Dall’altra parte della Corte d’Assise c’era però chi chiedeva giustizia e giustizia ha avuto, chi non ha mai perso la dignità e in silenzio ha atteso da quasi due anni questo momento. Si parla della famiglia Monteiro e degli amici di Willy, tutti presenti dentro e fuori dall’aula. C’era chi piangeva per l’emozione, chi per la felicità dopo aver ottenuto giustizia, chi applaudiva i giudici e chi invece era in silenzio a pensare. Tra queste persone vi era Samuele Cenciarelli, 23 anni, che ricorderà sempre l’amico Willy perchè gli ha salvato la vita quella maledetta notte tra il 5 e il 6 settembre 2020. Non poteva mancare il commento di mamma Lucia. Quella donna non riavrà mai più indietro suo figlio e le lacrime versate in questi anni, fino ad oggi, giorno della sentenza, sono, come ha affermato, lacrime di dolore. Mamma Lucia è soddisfatta della sentenza ma non dimentica le altre persone e si augura che episodi come questo non accadano mai più.

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