Fratelli Bianchi, come sono stati accolti in cella

Fratelli Bianchi
Fratelli Bianchi

L’accoglienza in carcere per i fratelli Bianchi è stata traumatica dal momento del loro arresto. Ora, che in cella dovranno restarci a vita, non si mette bene per loro dato che sono odiati da molti detenuti.

L’accoglienza in carcere dei Fratelli Bianchi

Marco e Gabriele Bianchi non sono mai stati accolti bene in carcere e se quando erano insieme hanno cercato spesso di aggredirli, ora che saranno separati le cose saranno ancora più complicate per entrambi. Prima dell’ergastolo, i fratelli Bianchi, hanno raccontato di gente che gli sputava nei piatti a mensa e di una volta che gli hanno fatto trovare dei chiodi nel dentifricio. Se l’accoglienza era stata questa nel primo biennio da detenuti, si può solo immaginare cosa possono aspettarsi adesso.

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Gabriele Bianchi resta a Rebibbia

Gabriele Bianchi, fratello maggiore dei due, è rimasto a Rebibbia, carcere di Roma. Ha deciso di intraprendere un percorso da volontario come “aiuto scrivania spesa“. Gabriele ha sempre cercato la clemenza del popolo e dei giudici, facendo leva su una cosa: il figlio. Il compagna di Gabriele infatti, quando questo è stato arrestato insieme al fratello Marco per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, aspettava un figlio. Il piccolo di Gabriele è nato mentre lui era in carcere e il suo timore è quello di non poterlo mai più vedere.

Marco Bianchi non rivolge la parola a nessuno

Marco Bianchi invece è solitario. Non rivolge la parola a nessuno ed è stato separato dal fratello. Non è ancora noto il carcere in cui sarà spedito per scontare l’ergastolo. Il più giovane dei due fratelli se ne sta per i fatti suoi, mangia da solo, si taglia i capelli da solo, si lava da solo. Questo si apprende dal quotidiano Libero che ha riportato uno dei colloqui tra Alessandro Bianchi, altro fratello dei due assassini, e Gabriele.

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