Fratelli morti a Firenze, scientifica alla ricerca di tracce di droga

fratelli-morti-firenze

Continuano le indagini sul caso dei due fratelli belgi Robbe e Dries De Ceuster – di 20 e 27 anni – trovati morti in un hotel di Firenze lo scorso 29 settembre. La polizia scientifica sta infatti effettuando rilevamenti al fine di individuare possibili tracce di droga sui bicchieri e sulle bottiglie di alcolici usate dai giovani e ritrovate nella camera d’albergo. Una delle eventualità, subito ipotizzate già dall’inizio delle indagini, è che i due abbiano ingerito un mix di alcol, farmaci e droghe rivelatosi in seguito fatale.

Fratelli morti a Firenze, indaga la scientifica

All’interno della camera d’albergo nella quale erano stati rinvenuti i corpi senza vita dei due ragazzi erano presenti alcune confezioni vuote di un potente analgesico, alle quali si sono poi aggiunte pasticche di un ansiolitico trovate successivamente. L’analgesico a base di oppiodi e l’ansiolitico a base di benzidiazepine potrebbero aver interagito assieme all’alcol e alle eventuali droghe comportando la morte dei due fratelli.

Al momento la squadra mobile sta cercando di risalire alla farmacia dove sarebbe stato acquistato l’ansiolitico, mentre per quanto riguarda l’analgesico è attualmente indagato un farmacista di Firenze accusato di omicidio colposo. I legali di quest’ultimo hanno però chiesto ed ottenuto dal gip che venga effettuato l’incidente probatorio da parte di un perito, il quale avverrà il prossimo 7 ottobre. Con l’incidente probatorio, a questo punto l’autopsia sul corpo dei due ragazzi slitterebbe al 10 ottobre e verrebbe effettuata da periti nominati direttamente dal gip e non dal pubblico ministero.

Le parole del farmacista

Interrogato sul fatto, il farmacista del negozio in via dei Banchi, molto vicino all’hotel Minerva dove sono morti i due fratelli, continua ad affermare di aver agito in buona fede malgrado abbia venduto il farmaco senza la ricetta medica a uno dei due fratelli: “Mi ha detto che aveva un fortissimo dolore a un braccio con una recente ferita chirurgica e che in Belgio assumeva Oxycodone da 40 mg. Gli ho detto che era necessaria la ricetta medica. Lui insisteva sul fatto che aveva un forte dolore, mi ha quasi supplicato di dargli quel farmaco”.

Il farmacista, originario della provincia di Perugia e attualmente sospeso dal lavoro per quanto accaduto, ha poi continuato: “Il ragazzo era lucido anche se parlava con tono leggermente concitato. Non ricordo se sudasse. Mentre parlava e si muoveva ho notato che il braccio sinistro aveva una mobilità ridotta e quindi ho creduto che fosse veramente molto dolorante. Dopo questo colloquio, mi ha convinto e gli ho venduto due scatole di Oxycodin”.