Fratoianni: crisi serve a Iv per disarticolare alleanza M5S-Pd-LeU

Red
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Roma, 30 gen. (askanews) - "La crisi del Governo Conte è molto più seria di come è stata a lungo raccontata. Se la narrazione prevalente si è concentrata sugli aspetti caratteriali dello scontro tra Renzi e Conte, una lettura più attenta rivela le ragioni vere di quello che è successo. Appare chiaro l'obbiettivo di colpire Conte per colpire e disarticolare l'alleanza tra Pd, Movimento 5 stelle e la sinistra di LeU". Lo ha detto il portavoce nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, nella relazione al secondo Congresso del suo partito, che si svolge in modalità digitale a causa della pandemia da Covid 19.

"Disarticolare - ha spiegato, secondo la sintesi dell'intervento diffusa dal suo ufficio stampa - un'alleanza per impedire che, oltre l'emergenza, questa alleanza trovi una ragione per lavorare assieme ad una prospettiva per il Paese e per la prossima legislatura. Si tratta per Italia Viva di impedire che si saldi un quadro nel quale la sua marginalità è ben più profonda di quanto non dicano i numeri parlamentari. E' una marginalità politica e culturale, priva peraltro di una possibilità espansiva. Un quadro che da un lato impedisce di saldare la propria iniziativa con altre forze liberali e moderate come +Europa e Azione e dall'altro rende impraticabile l'offensiva sul corpo indebolito di Forza Italia".

"Ma la questione più importante - ha sostenuto il deputato iscritto al gruppo di Liberi e Uguali - riguarda lo scontro sulle risorse. E anche qui, il tema è ben più rilevante del chi gestisce cosa. Il frastuono che accompagna l'accusa di inadeguatezza invocando il fantomatico 'Governo dei migliori' nasconde il vero oggetto della sfida. La profondità della crisi richiama in campo una certa idea del Paese che considera inaccettabile il modo con cui sono state impiegate fin qui buona parte delle risorse mobilitate in questi mesi".

"La Confindustria di Bonomi - ha spiegato ancora Fratoianni - interpreta questa parte nella sua versione più autentica, rinnovando l'impegno per costruire una rappresentanza politica del Nord industriale orfana di Berlusconi e non sufficientemente sostenuta da Matteo Salvini. Blocco dei licenziamenti, Cassa Integrazione, sostegno alle partite Iva e alla piccola impresa, Reddito di cittadinanza e altre misure di sostegno al reddito. Tutto bollato come inutile assistenzialismo a cui si contrappone una mai meglio specificata gestione più efficiente delle risorse".

"Ma quella richiesta è a ben vedere, meno nebulosa di quel che appare. Giù le tasse, senza nessuna traccia di progressività, tutte le risorse alle grandi imprese, meno stato e meno welfare, meno regole e meno diritti. E' a questa pressione che, nonostante le sue debolezze e il suo carattere ancora irrisolto sul piano della prospettiva, questo Governo si è tutto sommato opposto", ha aggiunto l'esponente di Si.