Fratoianni (Leu): stracciare accordi con Libia, non ci sono alibi

Pol/Luc

Roma, 24 ott. (askanews) - "Oggi con un'inchiesta che appare sul sito del quotidiano La Stampa, la vicenda del trafficante libico di esseri umani Bija in rapporto con le autorità italiane si arricchisce di ulteriori elementi che fanno capire con chi l'Italia ha avuto a che fare per molto tempo. Oggi veniamo a sapere, al di là delle sue esperienze nel traffico di migranti e prima di essere ospite con tutti gli onori in Itali, che le sue gesta erano già pubbliche: dalll'antisemitismo e l'odio verso gli ebrei al saluto fascista insieme ad un altro di 'cadetti' della cosiddetta Guardia Costiera Libica". Lo afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu.

"Insomma un altro capitolo - prosegue il parlamentare di Leu - si aggiunge al rapporto opaco tra personaggi assolutamente poco raccomandabili e pezzi del nostro Stato. Come sono opachi alcuni progetti italiani ed Ue di rapporto con le milizie libiche, fiumi di soldi pubblici che evidentemente non sono stati utilizzati per salvare migranti in difficoltà ma solo ad ingrassare personaggi e gruppi di dubbia credibilità. Per non parlare di soldi pubblici che vengono utilizzati in modo bizzarro (a che servono 80mila euro di ufficio stampa, se è un progetto riservato e le carte sono segretate?)".

"Troppe domande senza risposta, troppi misteri ed opacità, su cui chiameremo il governo a rispondere in Parlamento - conclude Fratoianni - Un'altra inchiesta che ci convince ancor di più della necessità di stracciare gli accordi sottoscritti dai governi precedenti con le milizie libiche".