Frattini: prevedere interdittiva anche nei rapporti tra privati -2-

Red/Cro/Bla

Roma, 4 mar. (askanews) - "Gli effetti dell'interdittiva sono la preclusione dell'attività contrattuale con la PA e la decadenza dei contratti in essere. Per quanto riguarda i problemi normativi, sono stati sollevati da una nostra recente sentenza, la 452/2020 del gennaio scorso. Con tale sentenza abbiamo rilevato che fino al 2018 le interdittive potevano interessare anche i contratti tra privati, mentre con la riforma del codice antimafia si possono richiedere solo quando c'è interessata la PA; così si è aperta una breccia alle infiltrazioni mafiose. Non si capisce perché la prevenzione debba valere solo perché il privato "contaminato" non ha rapporti con la PA ma con altri privati nel mercato", ha sottolineato Frattini.

"Nella sentenza ci si appella al legislatore affinché ripristini tale norma, presente fino a due anni fa, ridando compiutezza al sistema. L'antimafia è una materia sensibile, di rilevante interesse pubblico, e tale norma aveva permesso di far emergere diverse situazioni compromesse con la malavita. Per questo ho segnalato e segnalo oggi al legislatore la necessità di valutare il ripristino di questo inciso "ovvero se richiesta" (come specificato nella sentenza 452/2020) per consentire di utilizzare le informazioni antimafia nei rapporti tra privati, oggi utilizzabili solo tra privati e PA", ha concluso.