Frecciarossa deragliato, tra gli indagati compare anche Rfi

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C’è anche Rete Ferroviaria Italiana tra gli indagati per il Frecciarossa deragliato a Lodi nella mattina di giovedì 6 febbraio. L’accusa è di aver violato la legge 231 del 2001 che regola le responsabilità delle società per i reati commessi dai propri dipendenti.

Frecciarossa deragliato, tutti gli indagati

Dalla Procura di Lodi fanno sapere che si tratta di un “atto dovuto, necessario per lo svolgimento in forma garantita degli accertamenti tecnici irripetibili” sul convoglio.

Oltre a Rfi, al momento nel registro degli indagati sono stati iscritti anche cinque dipendenti, tutti appartenenti al team che la mattina dell’incidente si occupava dello scambio nel punto in cui si è verificata la tragedia che è costata la vita a due macchinisti. La squadra al lavoro quella mattina era composta da altri tre operai che però, secondo le prime ricostruzioni, sembrano essere estranei alla vicenda perché non avrebbero agito personalmente sullo scambio. L’accusa, per i dipendenti, è di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose, reati derivanti dal fatto di non aver svolto la propria attività in modo adeguato. I cinque sono stati interrogati dalla Polizia Ferroviaria di Piacenza, dichiarando di aver lavorato allo scambio fino a un’ora prima dell’incidente e di aver lasciato tutto nella posizione corretta.

Le perizie

La Procura di Milano, nel frattempo, ha incaricato i periti Roberto Lucani e Fabrizio D’Errico (gli stessi ingegneri che si occuparono del disastro di Pioltello nel 2018) di esaminare il luogo del deragliamento per ricostruirne l’esatta dinamica. Gli inquirenti si serviranno anche di tabulati telefonici e registrazioni delle conversazioni per arrivare a un più chiaro quadro dell’accaduto.