Friends of Florence restaura i tesori della Basilica di San Miniato

(Adnkronos) - Grazie ad una nuova donazione di Friends of Florence è stato promosso il restauro dei marmi del presbiterio, della transenna del coro, del Crocifisso della bottega dei Buglioni, del pulpito e del mosaico del catino absidale della Basilica di san Miniato al Monte a Firenze. Continua così il percorso di conservazione e monitoraggio dell'antica Basilica iniziato dall'associazione di mecenati statunitensi con il restauro della Cappella del Crocefisso, proseguito con la Cappella del Cardinale del Portogallo e di recente con il Busto reliquiario di San Miniato attribuito a Nanni di Banco.

"Friends of Florence - afferma la presidente Simonetta Brandolini d'Adda - è molto vicina all'abbazia di San Miniato al Monte. Infatti questi restauri seguono gli interventi già conclusi al Tempietto, alla Cappella del Cardinal di Portogallo. Siamo molto grati all'Abate Bernardo Gianni per la disponibilità con la quale accoglie tutti i nostri progetti, alla Soprintendenza che da sempre ci segue con grande attenzione, a Donata Magrini, Barbara Salvadori, Silvia Vettori che per l'Ispc-nr stanno seguendo le indagini diagnostiche e ai restauratori Andrea Vigna con il suo staff, ed a Daniela Manna e Marina Vincenti, che anche in questo caso, con la loro professionalità, hanno reso possibile questo affascinante intervento. Ma soprattutto un grazie sentito e speciale lo rivolgo alla nostra Consigliera Stacy Simon che ha scelto di sostenere il restauro in memoria di suo marito Bruce: è proprio attraverso il suo dono che abbiamo potuto realizzare l’intero progetto di recupero".

Ottaviano Caruso ha realizzato le indagini fotografiche (UV-VIS-IR) e la ditta Ditta El.En ha fornito a titolo gratuito un apparecchio laser (EOS 1000 LQS) efficace per la rimozione dello sporco più coeso.

L'Abate di San Miniato al Monte, Padre Bernardo Gianni, sottolinea: "Con grande gioia e paziente partecipazione la nostra Comunità monastica sta vivendo le diverse fasi di restauro dei perimetri marmorei che delimitano il nostro coro assimilandolo con la loro raffinata preziosità alle mura di cinta della Gerusalemme Celeste come la immagina san Giovanni Apostolo nella visione finale dell’Apocalisse. Lo sguardo del Visionario di Patmos si apre fino all’estremo orizzonte della nostra storia quando il Cristo tornerà in mezzo a noi nella gloria escatologica di Pantokrator, ovvero come Signore del tempo e dello spazio. La totalità dello spazio cosmico è infatti rappresentata dal catino semisferico dell’abside, ove lo splendore dorato dei mosaici è incaricato di svelarci la sapienza luminosa e il logos costruttivo con cui il Padre attraverso il Figlio ha posto in essere le cose che sono strappandole dalla penombra del niente e destinandole alla sua perenne gloria. Anche il mosaico absidale è in questi mesi sottoposto alle cure amorevoli delle restauratrici e dei restauratori che, sotto l'egida rassicurante dei Friends of Florence, lavorano per accorciare il tempo trascorso fra il nostro presente e i remotissimi giorni in cui secoli fa ignoti artisti d'Oriente e d'Occidente hanno ricamato il marmo, l’oro e la luce per donarci tanta inestinguibile ma delicatissima bellezza. Una bellezza che meravigliosi mecenati statunitensi, la cui sensibilità per la nostra storia è pari alla profondità dei loro più intimi sentimenti, hanno voluto consegnare al futuro di chi domani potrà come noi meravigliarsi, emozionarsi e interrogarsi a San Miniato al Monte guardando alla città che verrà: la Gerusalemme tutta pace, tutta giustizia, tutta armonia che in questi giorni di guerra appare sempre di più l’unica meta capace di dare senso, speranza e fecondità alle nostre lacrime, alle nostre fatiche e alle nostre attese. Il suo restauro, il suo nascondimento, l’impossibilità provvisoria ma reale di poterne scorgere le forme avvolte oggi da possenti impalcature, ci invitano quasi a intensificare la nostra preghiera perché il giorno benedetto in cui torneremo ad ammirare integralmente la bellezza di San Miniato sia anche il giorno benedetto in cui le armi cesseranno di uccidere e ferire, quando finalmente sul volto della nostra terra risplenderà la pace del cielo".

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