Frode carosello sui carburanti: maxi sequestro da 20 mln a Teramo

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 19 feb. (askanews) - Un maxi sequestro preventivo di conti correnti, immobili, società e altri beni per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro. E' il provvedimento cautelare scattato a carico dei due amministratori di una società attiva nel settore del commercio di carburanti con sede nel Teramano e e 9 distributori tra le provincie di Teramo, Ascoli Piceno e Fermo. Sono stati i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Teramo ad eseguire il Decreto di sequestro firmato dal gip del Tribunale di Ascoli Piceno su richiesta della Procura. L'inchiesta riguarda una presunta "frode carosello" che ha portato in tutto a 62 indagati: 60 di loro sono accusati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, mentre il reato ipotizzato a carico dei due amministratori è quello di aver avere presentato dichiarazioni Iva fraudolente per oltre 20 milioni di euro attraverso false fatture per un ammontare totale di oltre 90 milioni.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il prodotto petrolifero veniva ceduto a società "cartiere" o "missing traders"" che avevano il solo compito di produrre documentazione contabile fiscale fittizia da inviare alla società reale acquirente della merce. Imprese fantasma che avevano la funzione di interporsi nella transazione commerciale in modo da risultare falsi acquirenti del prodotto petrolifero che poi veniva ceduto alla società beneficiaria della frode non solo ad un prezzo inferiore a quello di mercato ma consentendo anche di beneficiare della detrazione Iva. Le indagini hanno fatto emergere 54 imprese "cartiere" già coinvolte in casi simili o come "evasori totali" per non aver presentato le dichiarazioni fiscali obbligatorie per varie annualità d'imposta. Società che catalizzavano su se stesse il debito d'imposta sul valore aggiunto che non sarebbe mai stato onorato dal momento che venivano poi fatte fallire.

Il blitz di oggi delle Fiamme Gialle ha portato al sequestro 20 rapporti finanziari, 10 immobili e quote societarie di 4 aziende riconducibili agli indagati per un valore complessivo equivalente all'ammontare dell'Iva evasa.