Frode fiscale e riciclaggio: Gdf sequestra ville e quadri di Picasso

fcz

Milano, 5 giu. (askanews) - Due lussuose ville e 20 mila mq di terreni in Sardegna, 67 opere d'arte e di antiquariato, tra cui dipinti di artisti del calibro di Pablo Picasso, Lorenzo De Caro e Niccol Cassana (detto Nicoletto). E ancora: varie sculture, mobili ed oggetti di arredo, argenterie, gioielli antichi, pendoli ed orologi, risalenti al XVII e XVIII secolo. Sono alcuni dei beni, per un totale di 20 milioni di euro, che la Guardia di Finanza di Milano ha sequestrato a un italiano, formalmente residente all'estero, condannato nei giorni scorsi a 10 anni e 7 mesi di carcere per associazione a delinquere, frode fiscale, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Lo riferisce una nota del procuratore di Milano, Francesco Greco: la misura patrimoniale stata disposta dalla sezione Autonoma Misure di Prevenzione del Tribunale del capoluogo lombardo dopo una lunga e complessa indagine che, grazie a articolari accertamenti bancari e all'analisi di ingente documentazione contabile e societaria, ha portato alla luce una serie di irregolarit negli investimenti finanziari e immobiliari realizzati attraverso strutture offshore e societ estere. In particolare l'uomo, ritenuto il promotore di un'associazione a delinquere di carattere internazionale con interessi in Italia, nel Granducato di Lussemburgo, nella conferderazione Elevetica e in Gran Bretagna, aveva accumulato un ingente patrimonio illecito in un trust del Jersey, paradiso fiscale nelle isole della Manica, amministrato da una trustee company lussemburghese. Quest'ultima aveva ricevuto asset di valore da un'altra societ di diritto lussemburghese che, sempre stando ai risultati delle indagini condotte dai finanzieri del Gico, era temporaneamente succeduta, quale settlor del trust, ad una fondazione del Liechtenstein, interamente controllato da due societ di Milano con sede legale nell'abitazione dell'uomo, che per risultava iscritto al registro degli italiani residenti all'estero dal 1992.

Secondo la Procura di Milano, dai risultati dell'indagine arriva la conferma "che, ad oggi, l'investimento in opere d'arte rappresenta una delle pi efficaci, ricercate e remunerative strategie di riciclaggio di proventi illeciti riscontrate in ambito internazionale".