Frodi informatiche con le carte di credito: 6 arresti

Red/Sav

Roma, 4 dic. (askanews) - Con un'perazione chiamata "Double Vishing" la polizia ha sgominato un'associazione criminale dedita alla frode informatica di ultima generazione: più di 1 milione di euro frodati, con la sottrazione di dati e carte a migliaia di clienti. Centinaia le telefonate truffaldine monitorate dagli investigatori. Sei persone sono finite in carcere.

La banda era residente nell'hinterland napoletano ma operava su tutto il territorio nazionale: gli arrestati sono indagati per associazione per delinquere finalizzata alla sostituzione di persona, al furto aggravato e all'indebito utilizzo di carte di pagamento elettronico.

Le indagini sono state avviate nel luglio 2018 dopo le segnalazioni presentate da alcuni istituti di credito: è stata accertata l'esistenza di un'associazione per delinquere operante indistintamente su tutto il territorio nazionale, composta da almeno 10 pluripregiudicati. L'organizzazione criminale procedeva secondo un complesso modus operandi che vedeva i sodali divisi in compiti specifici e ben delineati.

Il primo passo consisteva nell'effettuare i furti della corrispondenza nei centri di smistamento di Poste Italiane nel Centro-Nord Italia. All'interno di questi centri di raccolta della corrispondenza, nottetempo parte della banda individuava i dispacci contenenti le carte di credito o di debito spediti dagli istituti di credito. Quindi entrava in gioco un esperto gruppo di "telefonisti" con la tecnica del "vishing" (voice + phishing). Il gruppo dei "telefonisti" chiamava le varie banche emittenti delle carte e, presentandosi come maresciallo o ispettore delle forze dell'ordine, affermava di aver appena sequestrato un consistente numero di carte di credito trovate in possesso a malviventi. Con fare perentorio e con la scusa di riconsegnare i titoli sequestrati, si faceva indicare il numero di telefono dei clienti.

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