Frosinone, frode da 100 mln su prodotti petroliferi: 3 denunce

Red/Sav

Roma, 24 gen. (askanews) - Fatture false per oltre 471 milioni di euro, Iva evasa per oltre 100 milioni di euro e tre persone denunciate: è il risultato di un'indagine di polizia giudiziaria e di polizia economico-finanziaria condotta dalla Guardia di Finanza di Sora (Frosinone) nei confronti una società che, sulla carta, commercializzava prodotti petroliferi su tutto il territorio nazionale.

In particolare le indagini, partite dal controllo su strada di un'autocisterna contenente prodotto petrolifero, hanno consentito di individuare una stabile organizzazione in Italia di una società ungherese, costituita a Budapest da un italiano, utilizzata come cartiera, vale a dire come soggetto economico privo di struttura imprenditoriale, avente il compito esclusivo di generare cartolarmente movimentazioni di beni emettendo fatture per operazioni inesistenti per un lasso temporale limitato - circa 2 anni - nell'arco del quale ha omesso di adempiere agli obblighi fiscali nei confronti dell'Erario.

L'organizzazione italiana della società ungherese aveva sede a Roma, dove disponeva di un piccolo ufficio nel quale operava un'impiegata, con il compito di stampare le fatture risultate - all'esito delle indagini - relative ad operazioni inesistenti. Le fatture emesse, gravate di Iva, venivano regolarmente annotate in contabilità dalle società clienti, formalmente acquirenti del prodotto petrolifero che, in realtà, proveniva da un diverso soggetto economico, consentendo loro di dedurre costi e di detrarre l'Iva.

Per fornire un'apparenza di legalità al tutto, la società cliente della cartiera e destinataria delle fatture false, effettuava attraverso bonifico bancario il pagamento dell'operazione inesistente alla "cartiera", il cui importo era gravato di Iva; la cartiera, però, non versava l'IVA all'Erario, annullando il debito dell'Iva attraverso l'utilizzo di altre fatture relative ad operazioni inesistenti.

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