Fuga dalla Cina. Pechino fa cadere le prime teste

Brahim Maarad

È fuga dalla Cina dove il coronavirus continua a diffondersi: con 427 morti e 20.645 contagi, oltre 3.200 solo nelle ultime 24 ore, Francia e Gran Bretagna hanno invitato i rispettivi cittadini a lasciare il Paese, anche alle luce di ulteriori future complicazioni ai trasporti. L'Italia, ha fatto sapere il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, "non ha bisogno di ulteriori misure per affrontare l'epidemia". Intanto all'aeroporto di Fiumicino vengono controllati i passeggeri di tutti i voli, anche quelli interni.

L'Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato che "non è ancora una pandemia" e ha invitato i Paesi a unirsi per "sfruttare una finestra di opportunità per sconfiggerla". Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom, ha però denunciato "la scarsa collaborazione di alcuni Paesi ad alto reddito lenti nella condivisione delle informazioni sui contagi". Il tasso di mortalità si è ridotto al 2,1% ma a Hong Kong si è registrato il secondo decesso fuori dalla Cina continentale (il primo fu domenica nelle Filippine).

"Ci siamo già attrezzati per far rientrare i nostri cittadini dalla Cina: ci manteniamo flessibili, ma al momento le misure di cautela adottate dall'Italia rimangono assai elevate e non c'è motivo di adottare ulteriore misure", ha assicurato il premier Conte, impegnato a Londra e a Bruxelles. Nei loro avvisi ai viaggiatori, gli Esteri di Gran Bretagna e di Francia consigliano ai cittadini "in Cina di lasciare il Paese, se possibile, per ridurre al minimo il rischio di esposizione al virus".

I dirigenti sanzionati

Pechino, che continua a tenere in quarantena oltre 60 milioni di persone, fa i primi conti con le disfunzioni della macchina di contrasto alla pandemia: il vice direttore della Croce rossa dello Hubei, Zhang Qin, è stato rimosso e sanzionato a causa di mancanze nella distribuzione delle donazioni ricevute. A Wuhan, nella provincia di Hubei, è ricoverato in terapia intensiva, dopo essere stato contagiato, anche il medico eroe, Li Wenliang, che fu il primo a lanciare l'allarme di una possibile nuova epidemia, quando i casi positiva erano appena sette.

Negli Stati Uniti è stato registrato il secondo caso di trasmissione uomo a uomo e in Belgio è stato trovato positivo uno dei cittadini rimpatriati da Wuhan ed è attualmente ricoverato in ospedale in condizioni stabili.

Nonostante i tentativi di arginare la diffusione, restano devastanti gli effetti del virus sulla quotidianità di diversi Paesi. Il Giappone ha messo in quarantena una nave da crociera con 3.500 persone a bordo dopo che un passeggero di 80 anni è risultato positivo al contagio. La Diamond Princess è ormeggiata nel porto di Yokohama con 2.500 passeggeri e 1.000 membri dell'equipaggio.

La regione cinese di Macao, considerata la Las Vegas dell'Oriente, ha annunciato la chiusura di tutti i suoi casinò per due settimane, come misura precauzionale. La Russia ha annunciato che terrà in quarantena in Siberia, in una struttura dedicata, i cittadini rimpatriati da Wuhan.