Fuksas: "Nella mia Nuvola e a Roma i grandi del G20 si sono sentiti a casa loro"

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“I grandi, sia alla Nuvola sia Roma, si sono sentiti come a casa loro. Sono contento che il G20 si sia tenuto al centro congressi dell'Eur. Ma lo sono soprattutto per il fatto che abbia avuto luogo a Roma. Quando lo consegno, un progetto entra a far parte della comunità e a quel punto sono felice se viene usato bene”. Lo dice all’Adnkronos Massimiliano Fuksas, sottolineando come la sua Nuvola “sta diventando un luogo per incontri di qualità, dopo essere stato il primo hub vaccinale della città: questa, nel dramma, è stata una mia grande soddisfazione. Ma oggi sono felice soprattutto per una città che sta rinascendo e a cui la riunione dei grandi ha ridato luce”.

“Non ho potuto non notare – prosegue l’architetto - di quanto fossero a proprio agio, all’interno della Nuvola, i leader mondiali che hanno partecipato al vertice. L’organizzazione ha gestito l’evento in maniera perfetta. Sia che si trovassero all’Eur, nel centro congressi o nello spazio di 10mila metri quadrati sotto al livello stradale, dal quale è comunque possibile ammirare i pini della via Cristoforo Colombo, sia che fossero alla Fontana di Trevi, i grandi si sono ritrovati a muoversi senza ‘forzature’ e in un ambiente ‘familiare’, che è quello di una città nata per accogliere, pensata per gli altri. Sotto Augusto - ricorda - a Roma c’erano 2 milioni di persone, soprattutto non romane”.

Fuksas si sofferma inoltre sul quartiere dell’Eur, dove la Nuvola ha sede, la cui scelta come posto per ospitare il G20 aveva sollevato le critiche del Washington Post, per il fatto di essere stato progettato durante il Ventennio. “Un giornale autorevole, così come lo sono i suoi giornalisti. Però - precisa - fu pensato durante il Fascismo per celebrare l’Expo del ‘42, che non si tenne a causa della guerra, e per festeggiare una vittoria che non avvenne e fu completato soltanto alla fine degli anni ‘50 in occasione delle Olimpiadi del ‘60, quando con la creazione del Palazzo dello Sport e del Laghetto doveva costituire uno dei due poli, con il Villaggio Olimpico, dell’evento sportivo. Un quartiere in ogni caso ‘metafisico', non per niente amato da Fellini e da De Chirico. L’Expo - conclude - si farà nel 2030 e non solo l’Eur, ma tutta Roma, saprà ricordare ancora una volta quanto sia straordinaria”.

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