Fukushima, Seul impugna la decisione di Tokyo sul rilascio dell'acqua radioattiva in mare

Lorenzo Santucci
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Protestors hold slogans as they take part in a rally against the Japanese government's decision to release treated water from the stricken Fukushima Daiichi nuclear plant into the sea, outside of the prime minister's office in Tokyo on April 13, 2021. (Photo by Yuki IWAMURA / AFP) (Photo by YUKI IWAMURA/AFP via Getty Images) (Photo: YUKI IWAMURA via AFP via Getty Images)
Protestors hold slogans as they take part in a rally against the Japanese government's decision to release treated water from the stricken Fukushima Daiichi nuclear plant into the sea, outside of the prime minister's office in Tokyo on April 13, 2021. (Photo by Yuki IWAMURA / AFP) (Photo by YUKI IWAMURA/AFP via Getty Images) (Photo: YUKI IWAMURA via AFP via Getty Images)

Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha ordinato ai funzionari governativi di impugnare al Tribunale internazionale del diritto del mare la decisione del Giappone di rilasciare nell’oceano 1,25 milioni di tonnellate di acqua radioattiva trattata dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Il presidente Moon mira a sospendere l’iniziativa annunciata ieri dal governo di Tokyo che ha innescato forte opposizione e indignazione pubblica nel paese, proveniente specialmente dal settore ittico, ma anche dei paesi vicini (Corea del Sud e Cina su tutti).

Il presidente sud coreano, secondo quanto riportano i media locali, ha incontrato oggi l’ambasciatore nipponico Koichi Aiboshi al quale ha espresso “grande preoccupazione” per la mossa di Tokyo, data la vicinanza dei due paesi.

La Tokyo Electric Power Company Holdings Inc. (Tepco), gestore dell’impianto nucleare di fukushima danneggiata nel 2011 dal violentissimo tsunami, ha riferito che le procedure di rilascio in mare delle acque di raffreddamento radioattive della centrale potrebbe richiedere “tra 30 e 40 anni di tempo”.
Secondo gli esperti, saranno necessari almeno due anni di lavori preparatori prima dell’inizio del rilascio, per cui saranno necessari nuovi serbatoi di contenimento da costruire rapidamente già nei prossimi mesi.
La Tepco, dopo il via libera del governo dato formalmente ieri, dovrà ora sottoporre all’approvazione dell’autorità di regolamentazione nucleare il suo piano di intervento e di trattamento delle acque da rilasciare in mare.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.