Fukushima, Tepco pensa a nuovo metodo ripulitura in “immersione”

Image from askanews web site
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Roma, 2 set. (askanews) - La Tepco, compagnia elettrica proprietaria della centrale nucleare di Fukushima-1, teatro nel 2011 del peggiore incidente nucleare da tempi di Cernobyl, sta pensando a un nuovo metodo di rimozione del combustibile radioattivo ancora presente in uno dei reattori andato in meltdown, mettendo in immersione in acqua l'intero reattore attraverso la costruzione di un gigantesco serbatoio che incapsuli completamente. L'ha sostenuto una fonte vicina alla compagnia con l'agenzia di stampa Kyodo.

L'idea è quella di utilizzare la capacità dell'acqua di schermare la radiazione e creare così un contesto più sicuro per lavorare alla pericolosa ripulitura del reattore. Tuttavia non esistono precedenti rispetto a una metodologia di questo tipo che consentano di stimare le problematiche tecnologiche e i costi che si potrebbe generare. Di certo, i costi aumenterebbero rispetto a quelli attualmente stimati di 8mila miliardi di yen (quasi 57 miliardi di euro).

L'11 marzo 2011 il grande tsunami che colpì le coste del Giappone nordorientale bloccò il sistema di raffreddamento dei reattori da 1 a 3 della centrale di Fukushima, provocando lo scioglimento del combustibile nucleare, che poi si è solidificato e mischiato con il cemento, con metalli e altre sostanze presenti nel reattore. La rimozione di questo combustibile è un'operazione pericolosa e onerosa per la Tepco: si stima che vi siano qualcosa come 880 tonnellate di materiale altamente radioattivo da estrarre dai tre reattori.

Il metodo a immersione che Tepco potrebbe decidere di applicare al rattore 3 prevede d'incapsulare l'intero rreattore in una struttura resistente a forti pressioni come lo scafo di una nave o un grande aereo, che incapsuli l'intero reattore, compresa la parte sotterranea. La struttura dovrebbe essere riempita d'acqua e le operazioni di rimozione dovrebbero iniziare dalla parte superiore.

Invece per il reattore n. 2 sono in corso preparativi per tentare la rimozione con un metodo a secco. Le operazioni dovevano avere inizio il 25 agosto, ma le difficoltà hanno costretto la Tepco a rimandarle di altri 12-18 mesi.

Il piano concordato dalla compagnia elettrica e dal governo di Tokyo prevede di completare lo smantellamento completo della centrale tra il 2041 e il 2051.