Fumata nera maggioranza su presidente commissione Esteri Senato

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Roma, 17 mag. (askanews) - Fumata nera nella riunione dei capigruppo di maggioranza del Senato sulla presidenza della commissione Esteri, azzerata e rinnovata dopo le dimissioni di massa dei suoi componenti per protestare contro le posizioni assunte sulla guerra in Ucraina dal presidente M5S (in attesa di espulsione) Vito Petrocelli. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari di palazzo Madama, a frenare sul riconoscimento della presidenza al Movimento 5 stelle che la deteneva in precedenza è soprattutto Forza Italia.

I numeri della nuova commissione, tuttavia, dicono che la strada è in salita per il gruppo stellato, soprattutto se il centrodestra "di governo" dovesse decidere di provare a compattarsi con quello di opposizione rappresentato da Fratelli d'Italia. Ai nastri di partenza, una candidatura del M5S potrebbe contare solo sui tre voti del Pd - che finora ha tenuto ferma la posizione di lealtà con l'alleato - e i cinque del M5S.

I componenti dell'organismo sono ventidue, all'elezione del presidente della commissione si applicano le norme dell'articolo 4 del regolamento del Senato, le stesse che disciplinano l'elezione del presidente dell'assemblea: prime due votazioni a maggioranza assoluta dei componenti, per la terza votazione è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Sarà probabilmente l'andamento della prima votazione a determinare gli equilibri successivi: se ci sarà la possibilità di un ulteriore passaggio nella maggioranza parlamentare oppure un possibile "strappo" in direzione di un presidente di centrodestra o di una figura più istituzionale.

Italia viva in una nota nella quale diffida gli alleati di maggioranza a tentare una conta, ha fatto appello alla scelta di un presidente "autorevole", fra i nomi che sono stati messi in circolazione in queste settimane l'ex presidente della stessa commissione, Pier Ferdinando Casini, che però in passato aveva pubblicamente declinato l'offerta, e la senatrice azzurra Stefania Craxi. Nella composizione dell'organismo figurano anche l'ex presidente del Consiglio Mario Monti, il segretario della Lega Matteo Salvini, la vicepresidente del Senato Paola Taverna (M5S), l'ex capogruppo M5S Ettore Licheri, il presidente del Copasir Adolfo Urso e l'ex capogruppo del Pd, Luigi Zanda.

La commissione è convocata per le 9 di domani, mercoledì 18 maggio, per l'elezione dell'intero ufficio di presidenza: oltre al presidente, quindi, due vicepresidenti e due segretari (i vicepresidenti uscenti sono Laura Garavini di Iv e la stessa Craxi, i segretari Alessando Alfieri del Pd e Stefano Lucidi della Lega).

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