Funerale del fratello: Ratzinger, grazie per ci che ... -3-

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Citt del Vaticano, 8 lug. (askanews) - "Ci sono state tre caratteristiche principali di mio fratello che sono tornate in molte varianti e riflettono anche il mio sentimento personale in quest'ora di separazione. Innanzitutto, si dice pi volte che mio fratello ha ricevuto e compreso la vocazione al sacerdozio allo stesso tempo della vocazione musicale. Gi a Tittmoning nei primi anni della sua vita scolastica, non solo si informava attentamente sulla musica di chiesa, ma faceva anche i primi passi per impararla da solo. A Tittmoning o ad Aschau chiese quale fosse il nome della professione di un prete della cattedrale che fa la musica. In tal modo apprese il nome di 'Domkapellmeister' (maestro della cappella del duomo, ndt.), nel quale in qualche modo vide la direzione indicata della sua vita. Quando fu effettivamente nominato maestro della cappella della cattedrale di Ratisbona, fu sia gioia che dolore per lui, perch nostra madre fu chiamata da questo mondo quasi contemporaneamente al direttore del coro Schrems. Se nostra madre fosse sopravvissuta, non avrebbe accettato la nomina come capo delle voci bianche della cattedrale di Ratisbona. Questo servizio diventato sempre pi una gioia per lui, acquistata ovviamente attraverso ogni tipo di sofferenza. L'ostilit e il rifiuto non mancavano, soprattutto all'inizio. Ma allo stesso tempo diventato un padre per i giovani, voci bianche che con gratitudine stavano e stanno accanto a lui. Vorrei anche estendere i miei pi sentiti ringraziamenti a tutti voi a quest'ora in cui sono stato in grado di provare di nuovo come lui, come sacerdote e musicista, si fosse sempre rinnovato". Mons. Ratzinger infatti stato direttore del coro di voci bianche del duomo locale, i "Domspatzen" di Regensburg, dal 1964 al 1994. Una inchiesta avviata nel 2015 e condotta, su incarico della Chiesa, dall'avvocato Ulrich Weber, ha pubblicato il suo rapporto nel 2017. Esaminando le violenze fisiche, psicologiche e, in 67 casi, anche sessuali a cui venivano sottoposti i bambini che abitavano ma nella scuola materna dei Domspatzen a Etterhausen o a Pielenhofen, il rapporto arrivato a concludere che sono almeno 547 i bambini che, tra il 1945 e il 1992, hanno subito violenze. "Nella scuola del coro - affermava il report - dominavano paura e senso di impotenza", e la violenza veniva usata quotidianamente per ottenere "assoluta disciplina". Il fratello maggiore di Benedetto XVI, secondo l'inchiesta, non poteva non sapere, sebbene personalmente avesse dato solo qualche ceffone ai suoi studenti. Nella nota con la quale la diocesi di Regensburg dava notizia della sua morte, si legge, tra l'altro, che "nell'ambito della indagine sulla violenza presso le voci bianche del duomo, (mons. Georg Ratzinger) si rammaric per i propri errori personali". (segue)