Funerali Diabolik, riparte dialogo tra famiglia e questura

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di Luca Monaco  

A quanto appende l'Adnkronos da fonti qualificate, non ci sarà nessuna deroga, da parte della questura, ai principi cardine che hanno orientato la scelta del questore di Roma Carmine Esposito di firmare l'ordinanza che impone "per ragioni di ordine e sicurezza pubblica" i funerali "in forma privata" per Fabrizio Piscitelli, il leader della tifoseria laziale ucciso a Roma il 7 agosto scorso. Ciò premesso, la famiglia Piscitelli, dopo la lettera inviata ieri dalla sorella del capo ultras, Angela Piscitelli, al questore, al prefetto di Roma, al ministro dell'Interno Matteo Salvini e poi anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stata convocata nuovamente in questura per riavviare il dialogo. Potrebbe esserci un'apertura sul luogo dove celebrare il rito funebre, che dovrà svolgersi secondo i dettami dell'ordinanza. I familiari hanno ribadito anche oggi la proposta di celebrare i funerali alla chiesa del Santuario del Divino Amore, lontano dal centro abitato. Su questo, eventualmente, potrebbe esserci un'apertura. La salma di Diabolik per il momento resta a disposizione della famiglia all'istituto di medicina legale del Policlinico Tor Vergata.  

“Durante gli incontri in questura avevamo proposto la chiesa del Santuario del Divino Amore, una scelta che per noi non è certo comoda - aveva spiegato Angela Piscitelli all'Adnkronos - non è certo vicino casa per noi, ma ci sembrava un giusto compromesso che facilitava la gestione anche alle autorità e che teneva conto delle loro esigenze, visto che è lontana dal centro abitato, non ci sono strade da chiudere. Ma anche questa proposta è stata bocciata, ci hanno indicato la cappella di Tor Vergata che è un luogo ancora più spoglio e squallido del cimitero Flaminio”, dove, secondo quanto scritto nella prima ordinanza firmata dal questore Carmine Esposito, martedì 13 agosto si sarebbero dovute svolgere le esequie in forma privata alle 6 del mattino. 

Per la morte di Fabrizio Piscitelli hanno espresso cordoglio i Viking Juve 1986. “Non ci sono colori davanti alla morte, ma una grande vicinanza che sentiamo in queste tragiche occasioni” si legge nel comunicato. “Vicinanza a una persona, un uomo che ha vissuto con i nostri stessi ideali, che si è battuto per essi e ne ha fatta la sua ragione di vita. Uno come noi”, sottolineano i tifosi juventini del gruppo Viking, che testimoniano la loro “vicinanza alla sua famiglia in primis, ai suoi cari, agli amici e infine ai ragazzi del gruppo che a oggi non sanno quando e se potranno essere presenti per dare l’ultimo saluto a un loro fratello”. “Ci chiediamo solamente il perché - si domandano i Viking - in un Paese cristiano, non lascino che sia Dio a giudicare questa persona e nessun altro. Crediamo che nessuno su questa terra abbia il diritto o la facoltà di negare a tutte le persone sopracitate l’ultimo saluto a Fabrizio - concludono - vicini alla famiglia Piscitelli”.