I funghi allucinogeni sono efficaci sulla depressione

Gabriele Fazio

La nuova frontiera della lotta alla depressione potrebbe passare dai funghi allucinogeni o, come vengono chiamati, “magici”. Naturalmente le visioni e le epifanie derivanti dall'assunzione di quei funghi, di “magico” non hanno alcunché, tutto deriva da un ingrediente psicoattivo presente nella variante “droghereccia” del prodotto.

Si chiama psilocibina ed al momento è al centro di uno studio clinico di fase 1 portato avanti da un team di psichiatri del King's College di Londra. Ad ottantanove volontari sono state date dosi di psilocibina o placebo, chi ha assunto la sostanza ha avuto previste esperienze psichedeliche tra cui allucinazioni, euforia e stati d'animo alterati, ma non si sono manifestati effetti negativi sul funzionamento cognitivo o emotivo.

James Rucker, capo investigatore del King's Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience, ha dichiarato: "I risultati dello studio sono clinicamente rassicuranti e supportano l'ulteriore sviluppo della psilocibina come trattamento per i pazienti con problemi di salute mentale che non sono migliorati con la terapia convenzionale, come la depressione resistente al trattamento".

Parliamo di scienza naturalmente, la psilocibina è stata prodotta dalla Compass Pathways, una start-up che si occupa di portare avanti un approccio innovativo ai problemi di salute mentale; per eseguire l'esperimento non sono stati distribuiti funghetti allucinogeni come ad un party ad Amsterdam. I risultati di questi primi test comunque sono stati accolti con entusiasmo durante la riunione annuale dell'American College of Neuropsychopharmacology, tanto che Compass sta già sponsorizzando uno studio clinico di fase 2 che esaminerà l'effetto della psilocibina su 216 pazienti in Europa e Nord America con depressione “testarda”; i risultati sono attesi per il 2021.

"Abbiamo i primi segnali di efficacia da piccoli studi", ha dichiarato Ekaterina Malievskaia, co-fondatrice di Compass. "Ora stiamo studiando i segnali attraverso una scienza più rigorosa". Avanti senza paura insomma, anche quando si opera con una sostanza illegale in quasi tutti i Paesi del mondo, "Ciò rende molto più difficile e costoso eseguire studi clinici. - ha affermato il dott. Rucker - Abbiamo bisogno di una licenza Home Office per ogni fase, dalla produzione iniziale alla consegna della capsula al partecipante, e ci sono requisiti pratici di sicurezza che dobbiamo soddisfare". Il tutto, naturalmente, fatto per combattere un male sempre più dilagante; in Italia sono quasi 3 milioni le persone che soffrono di depressione.