Funivia Mottarone, il caso del cambio di giudice arriva al Csm

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Aprire una pratica al Consiglio superiore della magistratura sul caso della sostituzione del gip di Verbania, Donatella Banci Buonamici, nell'inchiesta sulla tragedia alla funivia del Mottarone. E' quanto hanno chiesto al comitato di presidenza i togati Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo.

"Apprendiamo dalla stampa che nel corso di un procedimento penale pendente presso il Tribunale di Verbania e nel cui ambito sono stati resi provvedimenti sulla libertà personale, il giudice costituito nella funzione di Gip sarebbe stato sostituito in corso di procedimento con provvedimento del presidente del Tribunale", scrivono Ardita e Di Matteo nel documento inviato ai vertici del Csm.

"Chiediamo che della questione venga investita con immediatezza la commissione competente e subito dopo l’assemblea plenaria affinché - spiegano i due togati - si intervenga con massima tempestività per valutare la correttezza della decisione adottata e la sua eventuale incidenza sui principi in tema di precostituzione del giudice".

"Non ho niente da dire. Parlerò nelle sedi istituzionali", ha detto ieri il gip di Verbania Donatella Banci Buonamici all’indomani della scelta del presidente del tribunale Luigi Montefusco di affidare il caso sul disastro della funivia al gip ‘titolare’, il giudice Elena Ceriotti, la quale è ritornata a lavoro dopo uno stop di quattro mesi.

Se il gip Banci Buonamici non ha condiviso la linea della procura e ha scarcerato i tre indagati per la tragedia in cui hanno perso la vita 14 persone, sarà la collega Ceriotti invece a dover decidere sulla richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa di Gabriele Tadini, il capo servizio della funivia che ha ammesso di aver lasciato il forchettone sulla cabina precipitata ma ha anche sostenuto, durante l’interrogatorio, che il gestore Luigi Nerini e il direttore di esercizio dell’impianto Enrico Perocchio sapessero di questo stratagemma per ovviare al problema al sistema di frenata di emergenza.