Funivia Mottarone, nonno di Eitan Biran interrogato dalla polizia israeliana

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eitan nonno
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Shmuel Peleg, nonno materno del piccolo Eitan Biran, l’unico sopravvissuto alla drammatica strage del Mottarone, è stato interrogato dalla polizia israeliana. L’uomo, accusato di aver “rapito e portato il nipote in Israele”, si trova attualmente agli arresti domiciliari. La notizia è stata diramata dalla polizia dopo aver concluso l’interrogatorio.

Caso Eitan, nonno materno agli arresti domiciliari in Israele: interrogatorio

Nel pomeriggio di martedì 14 settembre, la polizia israeliana ha interrogato Shmuel Peleg, il nonno materno del piccolo Eitan Biran, il bimbo di 6 anni noto per essere l’unico sopravvissuto della strage del Mottarone, avvenuta lo scorso 23 maggio.

L’interrogatorio si è incentrato sulle accuse rivolte all’uomo, responsabile del rapimento del nipote e del suo trasferimento in Israele. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine israeliane, inoltre, in seguito all’interrogatorio, Shmuel Peleg è stato posto agli arresti domiciliari: il provvedimento cautelare resterà in vigore fino alla giornata di venerdì 17 settembre. Intanto, le autorità hanno provveduto a ritirare il passaporto dell’uomo.

Caso Eitan, nonno materno agli arresti domiciliari in Israele: indagini

Sulla base delle informazioni diramate dai media israeliani, è stato riferito che il piccolo Eitan si troverebbe presso l’abitazione del nonno Shmuel Peleg, situata a Petah Tikva, poco distante da Tel Aviv, capitale dello Stato.

Al momento, l’uomo risulta essere indagato per sequestro di persona aggravato dalla Procura di Pavia: l’inchiesta è stata aperta dopo la decisione di Shmuel Peleg di portare il nipote a Israele, sottraendolo alla tutela della zia paterna, Aya Biran. Il sequestro è avvenuto nella giornata di sabato 11 settembre.

In merito alla vicenda, è stata indagata anche Esther Cohen Peleg, ex moglie di Shmuel Peleg e nonna materna del bambino.

Caso Eitan, nonno materno agli arresti domiciliari in Israele: avvocato

A proposito della vicenda, si è espresso anche l’avvocato di Shmuel Peleg, Paolo Sevesi, che ha commentato quanto avvenuto in Israele nel seguente modo: “A me risulta che al mio assistito sia stato chiesto di restare a disposizione della polizia”.

Il legale Paolo Sevesi, inoltre, ha riferito che il provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari delle forze dell’ordine israeliano non è legato a un mandato d’arresto emanato da parte della Procura di Pavia.

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