"Fuori da qua lesbica!", scritta omofoba in ospedale

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"Fuori da qua lesbica!". S.D.B, 34enne di Lecco, dipendente all'ospedale Manzoni della città lombarda, una ventina di giorni fa ha trovato questa scritta impressa con un pennarello blu sul suo armadietto negli spogliatoi della struttura sanitaria. Il caso rimbalza in queste ore sui media, perché solo dopo diversi giorni la giovane ha trovato il coraggio di denunciare ai sindacati il nuovo episodio di intolleranza subito, presentando anche una denuncia contro ignoti al posto di polizia interno all'ospedale, come si legge su una pagina Facebook che riporta la sua testimonianza.  

Dall'azienda socio sanitaria territoriale di Lecco, contattata dall'AdnKronos Salute, confermano "l'atto omofobo" esprimendo "tutta la nostra solidarietà alla lavoratrice vittima di questi comportamenti vergognosi. E' assolutamente grave e sconfortante constatare che, al giorno d'oggi, una persona debba subire questi ignobili episodi per il proprio orientamento sessuale. Come azienda - proseguono dall'Asst - abbiamo a cuore il benessere di tutti i nostri dipendenti che sono la forza motrice delle nostre realtà ospedaliere, senza i quali non potremmo garantire cure e servizi di qualità a tutte le persone che, quotidianamente, decidono di affidarsi a noi. Proprio per questo ci teniamo a ribadire che ogni atto omofobo e di razzismo, sia che avvenga tra i muri della nostra azienda che fuori, deve essere assolutamente condannato con forza da ognuno di noi".  

"Mi sono attivato immediatamente chiedendo alla direzione strategica dell'Asst di Lecco di avviare un'indagine interna per approfondire l'accaduto e per creare le condizioni affinché atteggiamenti di questo tipo vengano individuati e sanzionati perché non si verifichino più" dice Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia. "Ogni forma di discriminazione non può e non deve trovare spazi all'interno dei nostri ospedali ed è nostro compito condannarla, stigmatizzarla e combatterla. I nostri operatori - ammonisce l'assessore - devono essere giudicati per professionalità, umanità, capacità di riconoscere le situazioni di disagio e di fragilità ai cittadini/pazienti, e non in base al proprio orientamento affettivo e sessuale".  

"Chiediamo al ministro Speranza un'ispezione al fine di verificare i fatti e sanzionare i responsabili, e di attuare azioni formative contro l'omofobia al personale" dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. "La scritta a caratteri cubitali con il pennarello blu e il punto esclamativo 'Fuori da qua lesbica!', come se fosse una pugnalata", va considerata "intimidazione", "un'azione ignobile probabilmente da parte dei colleghi, gli unici ad avere accesso agli spazi riservati al personale". Da qui la richiesta a Speranza, di verificare con un'ispezione e di mettere in campo misure di formazione per agire anche sul piano culturale. "Quanto accaduto è molto grave e purtroppo non è un episodio isolato - osserva Marrazzo - Abbiamo gestito molti casi simili attraverso il servizio Gay Help Line 800713713, sia in altri ospedali sia in altri uffici pubblici e privati. Pertanto chiediamo al Governo di uscire dal silenzio e di varare una legge contro l'omotransfobia, che prevenga e contrasti tali azioni discriminatorie".