"Furbetti cartellino" all'ASP di Reggio C., 13 misure cautelari

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Roma, 22 gen. (askanews) - Assenteismo alla sede di Taurianova dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria: con un'operazione chiamata "Polo solitario" la Guardia di Finanza di Palmi ha eseguito 13 misure cautelari (obblighi di presentazione alla P.G.) nei confronti di altrettanti dipendenti della struttura. Indagate anche altre 25 persone. Anzichè lavorare, timbravano il cartellino e poi andavano a giocare alle slot-machine, girovagavano per le vie della città, sostavano in negozi a leggere il giornale, andavano al supermercato a fare la spesa, prendevano parte ad eventi religiosi e funerari.

Il provvedimento è l'epilogo di un'indagine delle Fiamme Gialle che ha consentito di individuare plurime e reiterate condotte fraudolente poste in essere da numerosi dipendenti dell'ASP di Reggio Calabria in servizio al Polo Sanitario di Taurianova: pur facendo risultare la regolare presenza in servizio, erano soliti assentarsi dal posto di lavoro in maniera del tutto ingiustificata e con carattere di allarmante sistematicità, per dedicarsi alle più disparate esigenze di carattere personale.

Nel corso delle indagini - eseguite con intercettazioni, riprese video, servizi di osservazione, pedinamento e controllo e riscontri documentali - è stato rilevato che gli indagati, approfittando tra l'altro della mancanza di controllo da parte dei rispettivi dirigenti, dopo aver timbrato il badge o firmato il foglio di presenza, pur essendo preposti a rendere servizi essenziali per la collettività, anziché dedicarsi alle mansioni demandate, si allontanavano dal luogo di lavoro in maniera sistematica e consuetudinaria, per dedicarsi ad attività private e ludiche di ogni genere (giocare alle slot-machine, girovagare per le vie cittadine e sostare all'interno dei diversi esercizi commerciali per leggere i quotidiani, recarsi al supermercato per fare la spesa. In alcuni casi gli indagati si assentavano per prendere parte ad eventi religiosi e funerari). Oltre all'assenza ingiustificata e reiterata nel tempo dal posto di lavoro, è stata rilevata anche l'inoperosità quotidiana di buona parte dei dipendenti che, in svariate occasioni, dopo aver timbrato, stazionavano per ore nell'atrio esterno del plesso dell'ASP.

L'indagine ha permesso inoltre di riscontrare che gli indagati, non solo non effettuavano le ore di servizio previste, ma addirittura attestavano falsamente l'effettuazione di straordinario, fino ad oltre 30 ore mensili. E' il caso ad esempio di una persona che, in orario pomeridiano, era solito giungere in tuta da ginnastica alla struttura ASP, dove consegnava il badge ad un collega compiacente che timbrava in sua vece, per poi dedicarsi ad attività sportiva.

Un ulteriore caso emerso nel corso delle indagini ha riguardato un indagato che durante la stagione estiva riusciva a farsi certificare, con la compiacenza del medico di base, una condizione di malattia, assentandosi in tal modo dal lavoro ufficialmente per motivi di salute, quando, in realtà, si trovava al mare a godersi una giornata di relax.

Le condotte illecite sono risultate peraltro agevolate da modalità di gestione e certificazione della presenza quotidiana a lavoro presso la struttura del tutto inadeguate e connotate da allarmante superficialità. Infatti dalla disamina della documentazione acquisita presso gli Uffici preposti alla liquidazione degli stipendi dei dipendenti nonché dalle dichiarazioni rese in atti dai responsabili degli uffici, sono state riscontrate gravi inefficienze organizzative e gestionali rispetto alle modalità di controllo e rendicontazione delle presenze del personale impiegato presso la struttura Asp tali da consentire la possibilità di adottare all'interno dei singoli uffici, in maniera arbitraria, variegate modalità di rendicontazione, in alcun modo rispondenti alle Disposizioni previste. In proposito è emerso che in una delle articolazioni della struttura non era adottato addirittura alcun sistema di rendicontazione e controllo delle presenze lavorative dei dipendenti.