Furti di batterie per ripetitori di telefonia: 13 misure cautelari

Alp

Milano, 16 ott. (askanews) - Gli investigatori della polizia stradale di Milano hanno eseguito 13 misure cautelari per associazione a delinquere nei confronti di una banda accusata di almeno quindici furti di accumulatori di energia elettrica posti nelle cabine dei ripetitori di segnale per la telefonia. Si tratta di "riserve" di energia elettrica che garantiscono il funzionamento delle telecomunicazioni in caso di black out.

Secondo quanto spiegato dalla polizia, nel corso dell'indagine denominata "Energia2 - Rewind" e coordinata dal pm di Brescia, Carlo Pappalardo, la banda agiva principalmente nel Nord Italia, stoccava la refurtiva in alcuni capannoni industriali a Erbusco (Brescia) e in provincia di Bergamo e Mantova, e poi la rivendeva a società compiacenti delle stesse zone (oltre che di Padova), che poi reinserivano le batterie sul mercato legale (i titolari sono indagati a piede libero) e le rivendevano ad una società operante nel settore degli accumulatori di energia in Campania per l'estrazione del piombo. In altri casi finivano invece a "ricettatori" africani che le trasportavano via mare (nascosti nei container) in Burkina Faso, dove venivano utilizzate negli impianti fotovoltaici delle abitazioni.

L'indagine è scattata nel marzo 2018 e si è conclusa nel gennaio 2019, periodo durante il quale sono stati compiuti circa un centinaio di furti che avrebbe cagionato alle compagnie telefoniche un danno economico stimato in almeno un milione di euro, che salirebbero a otto, sempre secondo quanto spiegato dalla Polstrada, se si calcola l'insieme dei furti (e conseguenti danni agli apparati) messi a segno ogni anno. La banda si "appoggiava" in un'abitazione in un paese della Val Trompia, nel Bresciano.

Nei confronti dei dieci principali indagati (pregiudicati napoletani tra i 23 e i 63 anni), il gip ha disposto per sette il carcere e per tre i domiciliari, mentre per gli ultimi tre (un 23enne bresciano, e un 40enne e un 55enne originari del Burkina Faso) l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I reati contestati a vario titolo sono l'associazione per delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione, e attentato alla sicurezza delle telecomunicazioni. Nel corso delle indagini, gli agenti avevano già arrestato in flagranza quattro presunti membri del gruppo in provincia di Udine, e hanno recuperato complessivamente circa 1.100 batterie (per un valore economico di 300mila euro), nonché centinaia di pannelli fotovoltaici rubati.