Furti di identità per incassare titoli di credito: 11 arresti

Red/Sav

Roma, 9 gen. (askanews) - Tra le province di Roma, Napoli, Siracusa e Cagliari i carabinieri hanno arrestato 11 persone (6 in carcere e 5 ai domiciliari) ed eseguito 3 obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria a carico di 14 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno dello Stato, ricettazione, possesso e fabbricazione di documenti falsi e sostituzione di persona.

Le indagini - svolte dai carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia Roma Casilina, sotto la direzione del Gruppo reati gravi contro il patrimonio della Procura capitolina - sono partite dall'arresto in flagranza di un uomo a Roma che si era presentato in un ufficio postale e, munito di documenti falsi, aveva cercato di incassare titoli di credito, poi rivelatosi oggetto di clonazione.

Nel corso delle indagini e degli approfondimenti i carabinieri hanno così scoperto una banda costituita da residenti nelle province di Roma e di Napoli specializzata nel procacciarsi falsi documenti di identità (detti "santini") per incassare titoli di credito clonati o oggetto di furto. In diversi casi, sono stati accertati incassi di titoli di credito, che gli appartenenti alla banda avevano ottenuto presentandosi agli uffici postali in prima persona, sostituendosi di fatto ai beneficiari, grazie all'utilizzo di falsi documenti con le generalità di questi ultimi.

In altri casi, quando i destinatari dei titoli di credito per caratteristiche di sesso ed età non potevano essere "sostituiti" dagli appartenenti al gruppo di truffatori, i sodali si avvalevano di terze persone che venivano ingaggiate di volta in volta per "interpretare" il ruolo del beneficiario; queste ultime, dopo essere state munite di falsi documenti, si presentavano presso gli istituti di credito e gli uffici postali, dove fingendo di essere i beneficiari dei titoli ponevano in essere le operazioni necessarie per il compimento delle transazioni. Tali soggetti, al buon esito delle operazioni, venivano ricompensati con delle percentuali sul profitto.

In molti casi i titoli di credito che venivano presentati all'incasso erano rimborsi Irpef originali, oggetto di furto, mai pervenuti agli ignari destinatari, ai quali, la notizia di quanto accaduto a loro insaputa è stata fornita dai Carabinieri.

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