Furto dati nella PA: arrestato hacker, centinaia i cittadini coinvolti

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L’archivio nel quale la PA (Pubblica Amministrazione) conserva i dati sensibili dei cittadini è stato hackerato: si tratta di un vero e proprio furto. L’opera di un 66enne con precedenti penali, infatti, ha permesso all’uomo di accedere a centinaia di dati personali e sensibili riguardanti posizioni anagrafiche, contributive e di previdenza sociale. Sono coinvolti, da quanto si apprende, almeno un centinaio di cittadini e imprese italiane.

Secondo le indagini svolte dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture, il 66enne sarebbe “un know how informatico di altissimo livello“. Insieme a lui, però, sono stati denunciati anche 6 complici.

Furto di dati nella PA

Sono 7 le persone denunciate per furto di dati contenuti negli archivi della PA. Questi hacker sarebbero riusciti ad ottenere le credenziali di accesso segrete e avrebbero avuto modo di raccogliere una serie di dati personali e sensibili coinvolgendo un centinaio di cittadini. Un 66enne di Imperia (R.G.), considerato “un know how informatico di altissimo livello”, si è occupato della prima fase (quella di accesso). Per ottenere ID e password avrebbe utilizzato un sofisticato virus per infettare i sistemi. Le informazioni così raccolte, poi, sarebbero state inviate su un server all’estero (coinvolgendo anche Russia e Ucraina) ai suoi complici.

L’operazione si è svolta seguendo un piano articolato in diverse fasi. Dapprima il 66enne di Imperia avrebbe hackerato i sistemi di alcuni Comuni italiani, introducendosi in banche dati di rilievo istituzionale. Tra queste ci sarebbero l’Agenzia delle Entrate, l’Inps, l’Aci e Infocamere. Poi, invece, avrebbe virato verso gli archivi della Pubblica Amministrazione.